Benzina agevolata, le ricette per limitare le fughe in Slovenia: dagli sconti più alti ai contributi a fisarmonica

Confesercenti bussa alla porta della Regione: "Riattivare il tavolo di confronto con le categorie"

UDINE. Rivedere il sistema di contribuzione per l'acquisto dei carburanti, magari adottando il modello già utilizzato dal 2008 dalla Provincia autonoma di Bolzano. E, nell'immediato, aumentare lo "sconto", approfittando almeno in parte anche delle risorse non utilizzate e rimaste dunque in cassa durante il lockdown.

Le dichiarazioni dell'assessore regionale all'Energia, Fabio Scoccimarro, che hanno accompagnato la conferma degli incentivi per l’acquisto dei carburanti per autotrazione – volgarmente gli sconti sull’acquisto di benzina e gasolio per i residenti in Friuli Venezia Giulia e sul territorio regionale – per il periodo dal 1º luglio fino al prossimo 30 settembre.

Il tavolo di confronto
A prendere posizione sulla questione è il direttore regionale di Confesercenti Fvg, il pordenonese Alberto Cicuta, che evidenzia come l'attuale sistema di contribuzione "sia anacronistico e superato". Per il dirigente dell'associazione di categoria, la Regione dovrebbe far ripartire il tavolo convocato nel 2018, tenendo in considerazione le proposte formulate all'epoca: "Già allora avevamo avanzato alcune proposte per rimodulare la piattaforma dei contributi per l'acquisto del carburante, adeguandola alla situazione attuale. All'epoca quelle stesse iniziative furono peraltro bocciate dalla Figisc del presidente Bearzi, che preferì optare per un sostegno mirato all'installazione delle colonnine di ricarica elettrica. Riteniamo - indica Cicuta - che il sistema delle fasce che comprende tutta la regione non abbia più senso".

Il direttore di Confesercenti mette in discussione anche le parole di Scoccimarro sulla scarsa convenienza della trasferta in Slovenia e Austria per il pieno: "E' fin troppo semplicistico affermare che per 5 euro non conviene spostarsi oltreconfine: chi sceglie di superare la frontiera per rifornire, è conscio di questo aspetto e approfitta allora per ampliare la gamma di acquisti, comprando sigarette, generi alimentari, fermandosi a mangiare nelle trattorie e nei ristoranti sloveni e austriaci. Il tutto a danno delle casse della Regione, che trattiene i nove decimi dell'Iva e che quindi ha tutto da perdere dal calo del 70 per cento del volume d'affari già registrato dalle pompe di benzina della zona confinaria", conclude Cicuta.

Aumentare lo sconto
Le soluzioni? Almeno un paio. Manuel Rizzi, gestore di una stazione di servizio a Gorizia e già rappresentante della Faib (malgrado il passo di lato resta una voce molto ascoltata sui temi dei carburanti nei corridoi dei piani alti della Confesercenti regionale), è uno dei più agguerriti. Imputa alla Regione di non aver sostanzialmente mosso un dito per cercare di contenere la prevedibile ripresa del fenomeno del pendolarismo del pieno: "E c'è pure la beffa, perché Scoccimarro annuncia trionfante di aver preso un provvedimento a sostegno degli operatori. Ma si tratta di una semplice formalità, visto che sono stati confermati i contributi ormai in vigore dal 2012". Questo, secondo Rizzi, "nonostante la legge regionale 14 del 2011 consenta alla Regione di aumentare il contributo, fino ad un massimo di 10 centesimi sulla benzina e 8 sul gasolio rispetto allo sconto standard". Che è fissato, dalla legge, per la fascia 1 a 19 centesimi per la benzina e 12 per il gasolio, per la fascia 2 rispettivamente di 12 e 8 centesimi. I contributi attualmente applicati sono di 21 centesimi per la senza piombo e 14 cent per il diesel in fascia 1 e 14 e 9 cent in fascia 2.

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Il modello Bolzano
Da qui la proposta di Confesercenti, quella di adottare il modello in vigore da dodici anni (e dunque ampiamente collaudato anche contro i rischi delle procedure d'infrazione comunitarie) nella Provincia autonoma di Bolzano, che deve fronteggiare la concorrenza nelle zone confinarie di Austria e Svizzera. Il sistema prevede la riduzione del prezzo della benzina e del gasolio per i cittadini privati residenti nei comuni di confine, situati entro una fascia di 20 chilometri. Nelle zone fino a 10 chilometri dal confine (zona 1) i residenti hanno diritto ad una riduzione del 95 per cento della differenza tra i prezzi medi dei carburanti in Italia e nei Paesi confinanti Svizzera e Austria. Nei comuni compresi nella fascia tra i 10,1 e d i 20 chilometri (zona 2) il rimborso ammonta al 70 per cento. "Un sistema che non ha sconti fissi, ma armonizzati con i prezzi dei Paesi confinanti - spiega Cicuta - e che intende non penalizzare eccessivamente i titolari delle pompe di benzina a ridosso del confine".

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