Auto elettriche, c’è ancora tanta strada da fare. Anche in Friuli

PORDENONE. Le emissioni di gas serra in Italia non calano da cinque anni, ma l’accordo di Parigi incombe. Quali politiche possono mettere in atto soggetti pubblici e privati per incidere davvero sui comportamenti e le abitudini delle persone?
Un ruolo centrale lo gioca la mobilità e una strada – in salita e piuttosto lunga – è quella della mobilità elettrica. Di macro obiettivi e di strategie concrete si è discusso all’ E-mobilty day, evento di Bluenergy organizzato con Messaggero Veneto, consorzio Pordenone energia e in collaborazione con Unindustria Pn, Nissan, Scame Electrical Solutions e Confcommercio Ascom Pordenone.
La città
In un processo complesso, che richiede un ripensamento delle città, Pordenone sta giocando la sua parte. L’idea dell’amministrazione comunale per quanto riguarda la mobilità elettrica, come ha spiegato l’assessore Cristina Amirante,è di lavorare sulle priorità e su tragitti interni alla città: la mobilità di taxi, le flotte aziendali e il noleggio con conducente, il cosiddetto “ultimo miglio” ovvero il trasporto dai centri di produzione ai consumatori finali (come per esempio i corrieri).
«All’interno del Piano urbano della mobilità sostenibile – ha spiegato Amirante – questi fattori vengono contemplati». Il dato degli ultimi tre anni (che emerge dal numero di tagliandi rilasciati per le agevolazioni) evidenzia che in città «siamo passati da 5 a 37 utilizzatori abituali di auto elettriche».
La gara
Proprio martedì 10 dicembre, in municipio, è stata aperta la busta con l’offerta economica presentata da Be charge, azienda di Milano, unica azienda sopravvissuta alla selezione, per l’installazione di 15 colonnine di ricarica (ciascuna di 21 Kilowatt e per due auto quindi le postazioni saranno 30). Tra un paio di mesi si inizierà l’installazione. Ricarica a pagamento, in circa 2 ore.
Tpl
Non è contemplata invece la mobilità elettrica nel piano del trasporto pubblico locale. «Nelle realtà dove sono stati sperimentati gli autobus elettrici – spiega Amirante – si sta tornando indietro. Per quella tiplogia di mezzi, in prospettiva, meglio optare per il biometano. Con Atap abbiamo iniziato a ragionarci».
Piano regolatore
L’altra leva saranno il regolamento edilizio e il piano regolatore. «Per gli ampliamenti e le nuove costruzioni – ha riferito Amirante –, prevediamo degli incentivi per chi, non solo creerà la predisposizione per le colonnine elettriche, ma installerà anche il sistema di ricarica».
Le imprese
Il punto di vista delle imprese l’ha fornito Valerio Pontarolo, presidente di Pordenone energia. «La mobilità elettrica è uscita dalla fase di incertezza e si sta delineando il panorama di utilizzo. Ovviamente persistono ancora delle problematiche per i viaggi di lunga percorrenza.
Pensare di sostituire tutte le auto con motore termico, e quindi con carburanti tradizionali, con auto elettriche è un’utopia. Per una diffusione capillare di veicoli elettrici sono perciò necessari grossissimi sforzi per la ricerca orientata all’implementazione di reti di ricarica e allo sviluppo di tecnologie sui veicoli». —
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