Antonione e l’addio al Pdl Berlusconi: lo recupererò

UDINE. Il caso di Roberto Antonione agita il Pdl. Il deputato, ex coordinatore di Fi, ha annunciato d’essere pronto a lasciare il gruppo parlamentare del Pdl – che significa un voto in meno alla Camera in una maggioranza già precaria – se in settimana non ci sarà una svolta politica. Che per Antonione, ma anche per il senatore del Pdl Ferruccio Saro, per Claudio Scajola e Beppe Pisanu, significa un passo indietro del premier e un governo di larghe intese. Ieri sera in un lungo ufficio di presidenza nazionale del partito di maggioranza relativa si è discusso anche di Antonione. Il segretario politico del Pdl, Angelino Alfano, non ha fatto nomi e cognomi, ma il messaggio è stato chiaro.
«C’è una congiura contro di noi – ha affermato Alfano – per attirare una decina di deputati e tentare un governo del ribaltone, ma per farlo hanno tempo fino a Natale perché poi l’unica alternativa all’attuale governo è il voto elezioni anticipato a marzo o aprile». Antonione però è stato nominato, da Silvio Berlusconi. Che si è detto ottimista sul recupero del deputato, fiducioso sulla possibilità di ricucire lo strappo con il suo “fedelissimo”.
Ma non basta. Altre defezioni sembrano vicine. «Sono gli uomini veri che fanno la differenza. E, in questo momento – ha detto ieri il deputato Pdl Maurizio Paniz (noto in Friuli per aver difeso Elvo Zornitta nel caso Unabomber) –, sono critico con Berlusconi per aver portato una commistione fra pubblico e privato che non va bene. Berlusconi ha messo molte persone in posti per i quali non erano all’altezza». Per il deputato, quindi, il premier nel 2013 non è ricandidabile. «Non perché non abbia dato molto all’Italia, ma perché – ha spiegato Paniz – ha perso il consenso popolare dato che la commistione pubblico privato lo ha danneggiato in maniera superiore ai crediti maturati». Una soluzione Paniz la intravede: salire al Colle per un governo proposto dal centro-destra. E per questo compito Paniz candida il sottosegretario Gianni Letta.
«È – ha confermato il deputato – la persona che riesce a coagulare un percorso di consensi molto forte, utilizzando per un anno e mezzo il massimo delle energie di questa maggioranza. Ma secondo me Berlusconi non accetterà perché ritiene, giustamente, di aver dato un contributo fondamentale per tenere insieme tutte le componenti. Ma io ritengo – ha concluso Paniz – che un segnale di discontinuità a un anno e mezzo dalle elezioni, mantenendo salda questa maggioranza, potrebbe rappresentare un’evoluzione positiva».
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