«Affidiamo il rilancio di San Mauro alla Ziu»

Unanime il consiglio sul sostegno alla richiesta del sindaco per tutelare la zona artigianale
Di Gianpiero Bellucci

PAVIA DI UDINE. Da elemento fondamentale per lo sviluppo economico e artigianale del territorio, a zona da preservare e rilanciare. Nata negli anni ’70, la «ona artigianale San Mauro si trova da qualche tempo a dover affrontare, come altre zone, una situazione di difficoltà. Circa la metà dei capannoni presenti è occupato e attivo, ma bisogna fare i conti con la metà vuota o dismessa. Anche qui si è sentita la crisi che investe da anni l’area del Manzanese.

Ma non si tratta di un punto di non ritorno, bensì di una situazione che va rilanciata. L’importante è che l'attenzione resti alta ed è per questo che il Comune sta guardando a chi di rilancio di zone produttive certamente sa il fatto suo, ossia la Ziu, la Zona industriale udinese, che per gran parte si trova proprio nel territorio di Pavia di Udine, ai margini della frazione di Lauzacco.

Insomma, un soggetto esperto che si occupi del rilancio della zona, perché possa tornare a essere un elemento di sviluppo economico per il territorio. Dopo una fase di approfondimento tra la maggioranza guidata dal sindaco Emanuela Nonino e il gruppo di Progetto comune, guidato da Raffaele Fabris, nell'ultima seduta del consiglio comunale è stato votato un ordine del giorno che prevede di «chiedere al Consorzio per lo sviluppo industriale del Friuli centrale, in appoggio alla richiesta già effettuata dal sindaco, di soddisfare tale richiesta e darvi conseguentemente seguito».

La richiesta, fatta da Nonino nell’agosto 2016, riguardava «l’inserimento della lottizzazione San Mauro nella sfera di competenza e gestione del Consorzio». Nella richiesta fatta dal sindaco lo scorso anno veniva specificato anche l'interesse del Comune a far sì che la lottizzazione accedesse al Pit, il Progetto integrato territoriale, proprio per la realizzazione di progetti mirati allo sviluppo del territorio.

Insomma, tutto l’arco amministrativo, dal sindaco a Progetto comune, si è mosso per tendere una mano alle attività produttive della zona con i mezzi a disposizione, proprio a dimostrazione che quando di mezzo ci sono imprese e lavoro, quindi i cittadini, si trova un utile punto di convergenza.

Di positiva convergenza parla Fabris: «È un’idea condivisa e nata all’interno del dibattito in consiglio grazie a una convergenza tra una nostra proposta e una della maggioranza. Positiva perché l’obiettivo da raggiungere è importante, mettere in sicurezza e rilanciare un polo che negli anni passati ha avuto un ruolo importante nello sviluppo economico del territorio comunale, e non solo, e che è bene che continui sulla strada intrapresa molti anni orsono».

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