Addio Camera di Commercio ora i dubbi sul Fondo Gorizia

Dopo 166 anni l’ente goriziano cessa di esistere per entrare nella Cciaa della Venezia Giulia Romoli: «Confido che il Fondo continui a sostenere i goriziani e il territorio isontino»
Di Christian Seu
Bumbaca Gorizia 27.10.2016 Convegno CCIAA © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 27.10.2016 Convegno CCIAA © Fotografia di Pierluigi Bumbaca

Dopo 166 anni, oggi, la Camera di Commercio di Gorizia cessa di esistere.

Un “funerale” che sarà celebrato nel pomeriggio, a Trieste, con la prima riunione del nuovo consiglio camerale che sancirà, allo stesso tempo, la formale nascita della Camera di Commercio della Venezia Giulia, “figlia” diretta della fusione delle Cciaa di Trieste e Gorizia.

Unione che si porta però dietro anche preoccupazioni. Come quelle espresse ieri mattina, al convegno a Palazzo De Bassa (presente anche l’assessore regionale Sara Vito), dal sindaco Ettore Romoli. Al centro della questione, evidentemente, c’è il futuro del Fondo Gorizia. «È una giornata con luci e ombre, perché dopo 166 anni al servizio delle imprese, oggi la Camera di commercio di Gorizia cesserà di essere autonoma ed entrerà a far parte di una entità maggiore», ha spiegato il primo cittadino. «I tempi sono quelli che sono ed è sempre più necessario arrivare a delle concentrazioni, senza logiche di campanile, garantendo i servizi alle imprese del territorio. Confido che dopo anni di ottimo lavoro il Fondo Gorizia continui ad essere amministrato in favore dei goriziani e del territorio isontino».

Una preoccupazione confessata anche dal presidente della Provincia, Enrico Gherghetta, che pure ha parlato del processo di fusione come «momento di festa, pur volendo essere chiaro, non polemico, ricordando quanto Camera di commercio e Fondo Gorizia siano un patrimonio di tutta la provincia di Gorizia, come previsto dalla legge, e così vengano valorizzati. La fusione delle due Camere di Trieste e Gorizia è un grande risultato: le Camere sono strumenti per la crescita delle imprese, creano servizi e favoriscono le condizioni per attrarre capitali».

Preoccupazioni alle quali ha voluto rispondere il presidente della Cciaa di Trieste, Antonio Paoletti, in pole position per assumere anche l’incarico al vertice della prima giunta camerale della nuova Camera di Commercio della Venezia Giulia: «Ci aspettano sfide importanti, abbiamo un territorio meraviglioso, potenzialità incredibili e la possibilità, lo ribadisco senza toccare il Fondo Gorizia, di fare grandi cose per le imprese».

Paoletti ha poi reso merito al presidente uscente dell’ente camerale isontino, Gianluca Madriz, «senza il quale non saremmo qui oggi e domani a Trieste (ieri e oggi, ndr) per dare vita alla Camera di commercio della Venezia Giulia. Ricordo anche il grande impegno del segretario generale Pierluigi Medeot che da quasi due anni è anche segretario generale della Camera di Trieste. Da oltre due anni parliamo di mettere assieme un territorio, lavorando fin da subito per valutare se vi potesse essere una fusione rispettosa delle due realtà e dei loro bilanci. Le giunte e i Consigli delle due Camere deliberarono il 27 febbraio del 2015 di avviare il percorso di accorpamento».

Anche Medeot ha parlato di «passo notevole, di un’autentica evoluzione della specie. Con il gesto di queste ore anticipiamo le scelte, tenendo ben a mente che la Cciaa non è un fine, ma un mezzo per fare gli interessi di territorio e imprese. Abbiamo trovato una compatibilità economica, storica, culturale e sociale all’interno degli ambiti in cui andiamo a fonderci, all’interno della Venezia Giulia. A mio avviso questa è l’anteprima di un disegno politico avanzato», ha specificato Medeot, che è segretario a scavalco anche della Cciaa triestina.

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