Addio a Vittorio Pesarini in arte “Magus Dragus”

Gli bastava indossare un cappello e salire su un palco per essere felice e far divertire gli altri. Vittorio Pesarini possedeva una esuberanza innata, una capacità non comune di coinvolgere le persone, soprattutto quando si metteva nei panni di “Magus Dragus”. Vinto dalle complicanze di una malattia, è morto nei giorni scorsi alla Quiete, dove era ospite. Aveva 65 anni.

La cerimonia funebre, intima a per le restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria del coronavirus, si è svolta all’interno della struttura di via Sant’Agostino venerdì scorso.

Per anni ha lavorato alla cartiera Romanello, ma senza mai trascurare l’ironia e la voglie di far sorridere.

«Per chi lo ha conosciuto – sottolinea l’amico Moreno De Prophetis – Vittorio era un uomo dalla personalità singolare per una naturale predisposizione all’improvvisazione e alla creatività teatrale. La sua, era una continua ricerca di costruire un personaggio unico e irripetibile per lasciare il segno in chi ha vissuto al suo fianco. Noi ragazzi di borgata – prosegue –, abituati da sempre alla pluralità e al confronto, godevamo degli aspetti imprevedibili che il suo atteggiamento proponeva. Ricordo il gemellaggio, durato anni, tra noi ragazzi del Villaggio del Sole e San Domenico con Tualis, frazione di Comeglians. Vittorio, per noi era già “Magus Dragus” e si esibiva con successo durante la festa “de scuete”. Era un mago al contrario: la sua magia consisteva nel rendere evidente la soluzione attraverso una sua voluta goffaggine espositiva». —

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