Vaccini, al di là della trattativa i medici di famiglia devono essere della partita

Questa trattativa potrebbe diventare la base per riscrivere il rapporto fra la categoria e l’amministrazione regionale, e non ridursi a una questione di siringhe. Ne hanno bisogno entrambe le parti. Ne beneficerebbero i cittadini

Una questione nient’affatto secondaria agita l’affaticata sanità regionale. È quella relativa al ruolo che i medici di famiglia debbono avere nella campagna vaccinale. Per una serie di questioni talmente lapalissiane da non aver bisogno di essere qui nuovamente esplicitate, non sfugge a nessuno che per accelerare l’immunizzazione si deve passare anche dagli ambulatori.

Per vaccinare, questi professionisti vogliono essere pagati. È previsto. Doveva essere una trattativa da nulla, invece sta diventando una battaglia estenuante fra le varie sigle sindacali e la Regione.

Nella categoria inizia a serpeggiare il malumore. La sensazione filtrata, che spiace a chi voleva solo indossare il camice e invece si trova travolto, oltre che dalla pandemia, da scartoffie, connessioni lente, richieste di studi e statistiche, è che si stia perdendo troppo tempo a discutere di ogni singolo centesimo da reclamare.

Scontro medici di base-Regione: «Il vero problema è la mancanza di vaccini»
Palmanova (Udine) 27 Dicembre 2020. Prime vaccinazioni Anti Covid 19. © Foto Petrussi

Potrebbe, invece, essere l’occasione per imporre alla Regione semplificazioni burocratiche o per chiedere nuovi strumenti informatici. I sindacati ora attaccano, ora rinculano in una dinamica sfibrante per i dottori, che si sentono soli al fronte (e lo sono stati a lungo nella prima ondata), e per l’opinione pubblica che non capisce.

L’impellenza è vaccinare, farsi consegnare le fiale e accelerare le somministrazioni. Se sia equo ricevere 6 euro per ogni puntura o poco meno di 30 per vaccinare a domicilio io non lo so. So, però, che ci stiamo infettando, che le scuole sono chiuse e molte attività economiche boccheggiano. Abbiamo bisogno, com’è avvenuto per la campagna influenzale, che i medici di famiglia siano della partita.

Questa trattativa potrebbe diventare la base per riscrivere il rapporto fra la categoria e l’amministrazione regionale, e non ridursi a una questione di siringhe. Ne hanno bisogno entrambe le parti. Ne beneficerebbero i cittadini.

Noi tutti, insomma.


 

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto