Nuovi spazi e tecnologie all'avanguardia: inaugurata la Gastroenterologia di Palmanova

Taglio del nastro per la struttura intitolata al dottor Francesco Comelli con un investimento complessivo di oltre 200 mila euro

Francesca Artico

L’ospedale di Palmanova ora fruisce di nuovi spazi per la Gastroenterologia, con tecnologie endoscopiche di ultima generazione e percorsi efficienti per pazienti e operatori negli ambienti rinnovati.

«Questa giornata segna una bella pagina nella storia della sanità di questa regione. L’inaugurazione dei nuovi spazi e delle dotazioni tecnologiche della Gastroenterologia di Palmanova, intitolata al dottor Francesco Comelli, testimonia la capacità di portare avanti una visione e di tradurla in risultati concreti, nell’interesse dei cittadini, della qualità e dell’appropriatezza delle cure», ha affermato l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, intervenuto alla cerimonia d’inaugurazione dei locali ristrutturati della Gastroenterologia, alla presenza del direttore generale dell’AsuFc Denis Caporale, delle dottoresse Debora Berretti, direttrice dell’area dipartimentale Gastroenterologia e Tiziana Del Bianco, direttrice della Struttura semplice dipartimentale Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva di Palmanova, oltre al sindaco Giuseppe Tellini, ai consiglieri regionali Francesco Martines e Mauro Di Bert, al presidente dell’Ente Fiera Antonio Di Piazza e a molti amministratori del territorio.

A impartirle la benedizione monsignor Paolo Brida.

L’intervento si è sviluppato in due fasi: la prima ha riguardato l’adeguamento degli impianti elettrici e dei gas medicali a servizio delle tre sale endoscopiche, per 80 mila euro, garantendo standard aggiornati e maggiore funzionalità. La seconda fase, che si è conclusa a fine agosto, ha previsto una riorganizzazione degli spazi interni al reparto, con un investimento di 125 mila euro.

Tra gli interventi più significativi, figurano la trasformazione dell’area centrale in uno spazio dedicato all’accoglienza e al monitoraggio dei pazienti, l’incremento dei posti per l’osservazione e la realizzazione di un nuovo locale per l’accettazione e le attività amministrative del reparto.

Riccardi ha ricordato che «il futuro della sanità passa dalla capacità di organizzare risposte appropriate, mettendo in rete le competenze e garantendo la prossimità dei servizi. L’obiettivo è avere strutture diffuse sul territorio, capaci di rispondere ai bisogni dei cittadini, e concentrare negli hub i casi di maggiore complessità. La sfida oggi per il servizio sanitario pubblico non è solo rispondere alla domanda di salute, ma farlo in modo appropriato».

L’assessore ha ricordato come l’ospedale di Palmanova negli ultimi anni sia stato oggetto di tensioni e contrapposizioni che avevano accompagnato scelte organizzative, oggi superate.

«Le decisioni assunte nove anni fa non erano state comprese da tutti e avevano generato un confronto anche acceso. Oggi possiamo constatare come fossero coerenti con una visione capace di anticipare i cambiamenti che stanno interessando la sanità. Vedere le componenti professionali e istituzionali lavorare insieme, in un clima positivo e con un forte senso di appartenenza, è motivo di soddisfazione. È il segno che una scelta strategica può essere condivisa e consolidata nel tempo».

Riccardi ha ricordato come la sostenibilità di un ospedale debba fondarsi su un’organizzazione complessiva, capace di integrare specializzazioni, tecnologie e collegamenti funzionali con gli altri presidi della rete. In questo quadro si inserisce il ruolo di Palmanova, in sinergia con l’hub di Udine e gli ospedali di San Daniele e Latisana.

La dottoressa Tiziana Del Bianco ha tracciato un ricordo del dottor Comelli, cui è stato dedicato il reparto, ricordando come lui durante la pandemia invitasse tutti «a difendere il fortino». La dottoressa Berretti ha ribadito che la struttura «fa parte di una rete». L’assessore Riccardi ha annunciato: «Stiamo completando l’iter per il riconoscimento delle condizioni che consentiranno di dotare l’ospedale di una nuova risonanza magnetica. È l’ulteriore tassello di un percorso che punta a qualificare l’offerta sanitaria, rafforzando le competenze e la capacità di dare risposte appropriate ai cittadini».

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