Scontro medici di base-Regione: «Il vero problema è la mancanza di vaccini»

I professionisti confidano nell’accordo con la Regione per eseguire le iniezioni e indicano i punti deboli del sistema
Palmanova (Udine) 27 Dicembre 2020. Prime vaccinazioni Anti Covid 19. © Foto Petrussi
Palmanova (Udine) 27 Dicembre 2020. Prime vaccinazioni Anti Covid 19. © Foto Petrussi

UDINE. «Il vero problema non è l’accordo che ancora non è stato stipulato a livello locale con noi medici di medicina generale, ma la mancanza di vaccini. E questo non è certo colpa dei medici». Lo sottolinea il dottor Khalid Kussini, segretario provinciale udinese della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), che assieme ai colleghi degli altri sindacati sta conducendo la trattativa con la Regione per mettere a punto un accordo che porti sul campo anche i medici di famiglia, un “esercito” di 900 professionisti che potrebbe vaccinare rapidamente migliaia di residenti del Fvg.

Un accordo che ancora non è stato sottoscritto e che fra i vari punti include anche quello economico. La bozza firmata a livello nazionale – e che deve essere perfezionata a livello locale – parla di un compenso minimo di 6 euro.

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I sindacati dei medici di medicina generale chiedono di più e questo ha provocato reazioni e polemiche anche a livello politico. Ma gli stessi sindacati assicurano che su questo punto non si è ancora entrati nel merito con la Regione: «L’aspetto economico non è stato ancora affrontato – aggiunge Kussini – . Durante l’incontro che abbiamo avuto giovedì con l’organo tecnico regionale non ne abbiamo parlato. Di questo parleremo più avanti e, come è avvenuto altre volte, potremo trovare un accordo. Le difficoltà sono altre, a partire appunto dalla disponibilità dei vaccini».



«Con la Regione si sta affrontando quello che è un normale dialogo tra le parti – rimarca il dottor Stefano Vignando, segretario regionale del Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami) – e ritengo che un’intesa si possa raggiungere, non ci sono ostacoli insormontabili. Ci sono invece problemi da evidenziare in un momento grave come questo e in vista anche di un nostro potenziale impiego: le Regioni non sono sufficientemente organizzate e non riescono a sbloccare una catena burocratico-amministrativa che sta facendo tenere fermo un milione di dosi di AstraZeneca, mentre altrove in Europa questo impasse è già stato superato».
 

La trattativa è necessaria perché – va ricordato – i medici di medicina generale sono liberi professionisti convenzionati con il Servizio sanitario nazionale e dunque non dipendenti pubblici. Il concetto di fondo che sta portando avanti la trattativa con i medici di medicina generale è la loro capacità vaccinale, già sperimentata in questi anni con l’antinfluenzale. Inoltre hanno una conoscenza approfondita dei loro pazienti, fattore importante soprattutto in presenza di fragilità. Ecco perché la sanità pubblica intende investire su questi professionisti. «Abbiamo numeri precisi maturati in questi anni durante le campagne di vaccinazione antinfluenzale – sottolinea Kussini – : possiamo farci carico anche di mille pazienti a testa. In due mesi potremmo vaccinare tutta la popolazione del Friuli Venezia Giulia. È il momento di agire a patto di avere a disposizione i vaccini». —

 

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