Nelle case di riposo già più di mille contagi dall'inizio della pandemia

UDINE. Dall’inizio della pandemia, esattamente dall’1 marzo al 3 novembre scorso, nelle 170 case di riposo del Friuli Venezia Giulia si sono infettate 1.042 persone. Nella maggior parte dei casi si tratta di ospiti sottoposti, complessivamente, a 43.589 tamponi: 34.138 nella prima fase, 9.451 nella seconda. Nelle due ondate sono stati registrati 181 decessi: 152 da marzo a maggio e 29 in questi ultimissimi mesi.
I tamponi
A balzare all’occhio è il numero dei tamponi effettuati. Nella prima fase il numero dei test effettuati al personale e agli ospiti non aveva superato le 9.451 e aveva evidenziato 1.224 positività. Il numero è più alto dei casi complessivi perché una persona può essere risultata positiva più volte. Nella seconda invece sono già stati fatti 34.138 tamponi e di questi 725 hanno rilevato la presenza del Sars-Cov2 .
Soffermandoci sugli ospiti, ovvero le persone più fragili che più di altri rischiano di non vincere la battaglia contro il Covid, va evidenziato che rispetto alla prima fase quando era stato sottoposto al test il 50,6 per cento degli anziani, la percentuale è quasi raddoppiata. Nella seconda ondata, infatti, hanno già fatto il tampone l’89,5 per cento dei 9.745 ospiti presenti nelle case di riposo. Vale a dire 8.725 persone.
La mortalità
Nella prima fase della pandemia a fronte di 676 casi di infezione da Sars-Cov2, nelle case di riposo della regione sono decedute 152 persone, pari al 22,5 per cento. Nella fase tutt’ora in corsa, invece, a fronte di 366 casi si contano 29 decessi, pari al 7,9 per cento. Essendo il monitoraggio aggiornato allo scorso 3 novembre, purtroppo il bilancio dei decessi si è già aggravato.
Sono tre le fasce d’età più colpite: 70-79 anni, 80-89 e più di 90 anni. Estendendo l’analisi su tutto il periodo, in regione (35,5%), rispetto al dato nazionale (23,3%), prevale la mortalità tra i maschi con un’età che oscilla tra 70 e 79 anni. La percentuale delle donne, invece, resta al di sotto della percentuale nazionale.
Gli operatori
Nelle case di riposo il virus colpisce anche gli operatori, tant’è che spesso sono proprio loro a portarlo, seppur inconsapevolmente, all’interno delle strutture. Il bilancio della prima fase si è chiuso con 291 positività (4,14%), nella seconda con 171 pari al 2,43 per cento.
Anche in fatto di casistica tra il personale, le più colpite continuano a essere le strutture situate nella provincia di Trieste. In molti casi si tratta di residenze per anziani ricavate all’interno di condomini dove, spesso, diventa complicato garantire percorsi separati. La scorsa primavere il 51 per cento dei contagi rilevati nel personale sanitario riguardava gli operatori nelle case di riposo, il 49 per cento i colleghi impegnati negli ospedali e nei servizi territoriali.
Nella seconda fase, al momento, prevalgono gli operatori del Servizio sanitario regionale (65%). Inutile dire che nelle case di riposo l’attenzione resta alta, non a caso la task-force sta lavorando a nuovi protocolli per sottoporre più spesso il personale ai tamponi. Al momento il test viene effettuato a distanza di due settimane uno dall’altro. —
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