"Sono entrato in contatto con il virus?": tutti in coda per tamponi e test sierologici ma manca il via libera

Dal Policlinico alla Polismedica, tutto pronto ma ancora fermo. Con delibera di giunta regionale dello scorso 3 giugno scorso i laboratori sono stati autorizzati a effettuare test sierologici e tamponi per individuare il Sars-Cov-2 dietro presentazione di prescrizione del medico

PORDENONE. Sarebbero pronti per partire con test sierologici e tamponi i laboratori della provincia di Pordenone, ma per cominciare realmente devono attendere chiarimenti da parte della Regione.
Con delibera di giunta regionale dello scorso 3 giugno scorso i laboratori sono stati autorizzati a effettuare test sierologici e tamponi per individuare il Sars-Cov-2 dietro presentazione di prescrizione del medico. Una via libera, però, di fatto rimasto solo virtuale perché, a parere dei responsabili delle strutture, la delibera presenta una serie di punti di domanda per le quali sono stati chiesti chiarimenti.

L’Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) e l’ Anisap (Associazione nazionale strutture sanitarie ambulatoriali private), su iniziativa della Polismedica e di altri laboratori del Friuli Venezia Giulia hanno inviato una lettera alla Regione sulla delibera. Nella missiva hanno chiesto chiarimenti tecnici, ma anche la situazione dei “punti prelievo”. Queste strutture, infatti, effettuano test e tamponi e per l’analisi si rivolgono ad altre strutture in Veneto, dove la “liberalizzazione” è avvenuta molto prima.

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Potranno continuare con questo tipo di procedura oppure dovranno rivolgersi ai laboratori del Friuli Venezia Giulia? Nell’ambito della medicina del lavoro chi stabilisce la ripetitività degli screening? Si chiede, inoltre, maggiore chiarezza circa la comunicazione dei risultati per i tamponi ai privati cittadini e sulle metodiche di analisi.

In attesa dei chiarimenti, previsti con ulteriore delibera regionale, i laboratori in provincia di Pordenone sono fermi e per un test bisogna rivolgersi ai “punti prelievo” con analisi in Veneto.

Il tampone serve a individuare la presenza del virus in una persona, il test sierologico è in grado di indicare se la persona ha avuto in passato contatti con esso.

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Macchinari e reagenti sono, per esempio, pronti al Policlinico a Pordenone. «Siamo attrezzati per fare sia i test sierologici che i tamponi – ha dichiarato Loris Brisotto –, ma abbiamo necessità di chiarimenti da parte della Regione. Oggi i tamponi sui nostri dipendenti li facciamo fare all’ospedale di Pordenone e a un laboratorio di Brescia ma è evidente che quando potremo cominciare ce li faremo in casa».

«C’è tanta gente che telefona per avere informazioni – ha proseguito Brisotto –, soprattutto per i test sierologici. Noi siamo pronti e appena la Regione fa chiarezza partiamo». Le tariffe saranno decise nel momento in cui si comincerà a farli.



Alla Polismedica di San Vito al Tagliamento i test si fanno ma solo nella veste di punto prelievi e le analisi vengono inviate in Veneto. Perchè la struttura possa funzionare anche come laboratorio, si attendono chiarimenti dalla Regione. «Fino a quando non verrà chiarita la situazione – ha detto Luca Polidori, direttore generale – non partiremo con il laboratorio. A San Vito al Tagliamento ci siamo dotati del migliore test disponibile per i tamponi. Abbiamo richiesto da mesi l’autorizzazione alla Regione per poterli fare, ma non ci è stata data risposta».

Tutto pronto anche al Centro di Medicina di Pordenone, che fa riferimento al gruppo leader nella sanità privata con diversi punti in Veneto e ora anche in città. Le telefonate da parte dei cittadini per avere informazioni sono decine, ogni giorno. «Siamo pronti a partire – ha affermato Marco Certo – e abbiamo una forte richiesta non solo e non tanto dai cittadini, ma anche da parte di aziende e associazioni che attraverso il testi sierologico possono fornire più sicurezza verso i clienti, come albergatori e negozianti». Aziende che vorrebbero garantire la sicurezza e la tranquillità dei lavoratori. Anche in questo caso si attendono chiarimenti dalla Regione.

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