Più tamponi e servizi ospedalieri potenziati: così il Fvg vuole combattere e contenere il contagio nella Fase 2

UDINE. Più tamponi e servizi territoriali. La Regione sta organizzando l’attività di contact tracing per monitorare l’andamento del contagio da coronavirus sapendo che «oltre alla disponibilità dei dispositivi di protezione individuali, la capacità di correre dietro al presunto contagiato si chiama reagenti. Se non avremo questi due elementi, sarà complicare affrontare la Fase 2».
Il vicegovernatore della Regione con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, venerdì 15 maggio ha illustrato in terza commissione consiliare le linee guida richieste dall’Unione europea.
Sulla base dell’esperienza maturata nella gestione dell’emergenza costata 49.541.780,23 euro, ora si punta a contenere il contagio potenziando la presa in carico dei casi sintomatici, la sorveglianza sanitaria, il monitoraggio e il tracciamento dati.
L’obiettivo è costruire una filiera ispirata al modello Remanzacco. Otto gruppi di lavoro sono già operativi ed entro venerdì i gruppi consiliari presenteranno i loro contributi.
«Abbiamo già individuato i soggetti e i gruppi che faranno parte di questo tavolo: liberi professionisti, referenti dei Comuni, rappresentanti delle università, del mondo del lavoro, dei sindacati e dei distretti socio-sanitari».
Detto questo l’assessore ha elencato cosa ci lascia la Fase 1, a iniziare dall’incertezza sulla sostenibilità del nostro contesto regionale e il rischio che tutto ciò che è stato realizzato finora possa polverizzarsi, compromettendo gli sviluppi futuri.
L’obiettivo da perseguire non può che essere la riorganizzazione delle attività sanitarie, comprese le case di riposo, economiche e sociali. Riccardi ha ribadito l’importanza del distanziamento sociale, delle norme igieniche e dell’utilizzo delle mascherine.
«La fase di transizione deve essere guidata da principi di salute pubblica e considerazioni economiche e sociali del contesto. Tutto questo – ha aggiunto l’assessore – richiede una risposta flessibile ed elastica che possa essere continuamente adattata sulle basi della valutazione sistematica del rischio a livello nazionale, regionale e locale».
I dati
In Friuli Venezia Giulia l’impatto del contagio è tra i più contenuti. Questo grazie alle azioni intraprese e al numero di tamponi processati significativamente superiore alla media nazionale. Riccardi si è presentato in commissione con una relazione dettagliatissima su quanto è stato fatto dall’inizio della pandemia.
Partendo dal cluster di Remanzacco, dove dopo l’accertata positività registrata l’1 marzo, vennero testate, tracciate e monitorate 143 persone – «nessun altro caso positivo associato a questo focolaio si è verificato grazie al tempestivo intervento del Dipartimento di prevenzione, contribuendo probabilmente a contenere la diffusione del contagio da coronavirus in regione» – l’assessore ha ricordato che in Fvg sono state sottoposte a tampone 46.020 persone.
La percentuale dei ricoveri è pari al 9,1 per 100 mila abitanti. Dopo il Piemonte, la nostra è stata la regione più solidale accogliendo nei reparti di terapie intensive 11 pazienti gravi provenienti da altre parti d’Italia. «Una scelta - ha puntualizzato Riccardi - di cui dobbiamo andare orgogliosi, anche perché fu assunta in uno dei momenti in cui il contagio e le ospedalizzazioni erano ai massimi livelli».
Anche per sgomberare il campo dalle polemiche, l’assessore si è soffermato sui 676 ospiti infettati nelle residenze protette per gli anziani, dove sono decedute 152 persone: nell’area Giuliano-Isontina (Asugi) la percentuale è pari al 25,5%, nel Friuli centrale (Asfc) 19,2% e nel Friuli occidentale (Asfo) 9,1%.
Sono stati sottoposti a tampone 4.930 ospiti, per un totale di 9.451 test complessivi. Il dato regionale rapportato alla popolazione è del 6,5%, mentre a livello nazionale è del 3,7%. I tamponi risultati positivi nelle Rsa sono così distribuiti: 806 nella provincia di Trieste, 6 in quella di Gorizia, 282 in provincia di Udine e 130 nel pordenonese. Il virus è entrato in 36 (21,2%) delle 170 strutture presenti in regione.
Allo scorso 4 maggio, invece, risultava positivo il 9% del personale del Servizio sanitario regionale (Ssr), una percentuale inferiore all’11,5% registrata, alla stessa data, a livello nazionale. Tra i medici, gli infermieri e gli Oss sono stati effettuati 24.817 tamponi.
Il 71,4% ha dichiarato di aver contratto il virus sul posto di lavoro, il 12,7% extra ambiente lavorativo e il 15,9% non lo sa. Dei 3.640 dipendenti non solo del sistema sanitario regionale, 276 sono risultati positivi al SarsCoV2, 72 sono guariti. Oggi in Fvg il rischio contagio è basso. —
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