Impianti e attrezzature: oltre 74 milioni alle Aziende sanitarie per rendere più efficienti cliniche e ospedali

La Regione finanzia la messa a norma delle sedi. La risposta alle necessità e all’economia colpita dal virus

UDINE. Attrezzature e nuovi impianti: le strutture sanitarie si rinnovano. Nei prossimi tre anni, la Regione investirà oltre 74 milioni di euro (74.198.655) per rendere più efficienti cliniche e ospedali.

Questa la cifra delibera dalla giunta Fedriga. Il finanziamento fa parte del Programma preliminare degli investimenti (Ppi) ed è vincolato per l’acquisizione di beni mobili e tecnologici (27.142.150 euro), per la messa a norma e l’adeguamento antincendio (42.416.505,68 euro), per altre azioni da completare nel corso dell’anno (4.500.000 euro) alle quali vanno aggiunti ulteriori 140 mila euro per l’installazione del monta carichi compresa la porta automatizzati nella sede dell’Irccs Burlo Garofolo.

«Si tratta di risorse che consentiranno di mettere a norma e in sicurezza le strutture e di rinnovarne il patrimonio tecnologico – ha spiegato l’assessore alla Salute, Riccardo Riccardi –. Permetteranno anche di immettere nel circuito economico risorse a favore delle nostre imprese che saranno chiamate a realizzare gli interventi. Questi investimenti possono agevolare la ripresa dell’economia e dare una boccata d'ossigeno anche alle nostre aziende».

Agli interventi edili e impiantistici, tra questi la messa a norma e gli adeguamenti antincendio, sono stati destinati 69.558.655,68 euro: 42.416.505,68 ai quali si aggiungono altri 27.142.150 euro per l’acquisizione di nuove tecnologie.

Ogni Azienda sanitaria riceverà una quota: 15.808.508,58 e 9.670.185,75 sono stati destinati all'Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale (AsuFc), 5.850.000 e 5.967.881,86 all’Azienda sanitaria Friuli Occidentale (AsFo), 14.633.666,10 e 10.475.629,70 all’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina (AsuGi), 630.000 e 568.845,24 all’Irccs Burlo Garofolo, mentre 5.494.331 e 459.607,45 vanno al Cro di Aviano.

«La quota per interventi edili impiantistici corrisponde al fabbisogno per gli adeguamenti alle norme antincendio con alta priorità ed è interamente coperta da fondi regionali – ha precisato Riccardi –, mentre la quota per il rinnovo tecnologico è stata proposta in misura proporzionale al fabbisogno dichiarato ed è finanziata da mutui accesi con Cassa depositi e prestiti».

Va specificato che negli oltre 74 milioni programmati, 4.5 milioni saranno spesi per realizzare interventi non previsti dal programma perché il fabbisogno è emerso nell’anno in corso.

Di questi 880.429,14 euro sono destinati all’area dell’ex Aas2 ma l’assegnazione è stata rinviata in attesa della definizione del patrimonio di competenza della AsuGi e della AsuFc. Il riparto tra gli enti del Sistema sanitario regionale si basa su 3.619.570,86 euro così suddivisi: 1.503.799,80 euro all’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale per il 2020 e il prossimo anno, 660.620,30 euro all’Azienda sanitaria Friuli Occidentale, 1.129.307,80 euro all’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina, 78.386,64 euro all’Irccs Burlo Garofolo, e 247.456,32 Irccs Cro.

È stata inoltre riformata la programmazione della quota pari a 450 mila euro assegnata all’Azienda per l’assistenza sanitaria n. 2 Bassa Friulana Isontina, prima destinata alla realizzazione del Cap a Palmanova e ora per il pavimento e l’impermeabilizzazione dell’ex presidio ospedaliero di Palmanova. —

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