Campoformido, a fuoco due postazioni per cacciatori

Incendiate le altane della Riserva. Il presidente della Federazione regionale Viezzi sporgerà denuncia: c’è un clima di odio 

Due altane nella Riserva di caccia di Campoformido sono state date alle fiamme nel pomeriggio di martedì: il duplice episodio ha messo subito in allarme Federcaccia e il suo presidente regionale, Paolo Viezzi.

«Stiamo raccogliendo tutto il materiale necessario per sporgere denuncia – spiega Viezzi –, perché accanto al fatto in sé, gesto che fa seguito ad atteggiamenti sempre più diffusi di intolleranza, maleducazione e violenza nei confronti di cittadini che praticano un’attività, quella venatoria, lecita e regolamentata, ci sono anche i commenti, gli insulti che stanno viaggiando in queste ore sul web. Temo che questa intolleranza sia oggi costume e siamo di fronte a un’incontinenza complicata da gestire. Si tratta spesso di istigazione alla commissione di reati o d’incitamento d’odio verso il mondo venatorio, oltre che d’intolleranza e minaccia riscontrati negli ultimi mesi su social e altri strumenti di divulgazione».

Nei prossimi giorni, quindi, Federcaccia depositerà la denuncia e non solo per i roghi di martedì, mentre si è mossa ieri anche la politica, in particolare la consigliera regionale di Forza Italia Mara Piccin, che depositerà una proposta di legge nazionale a contrasto delle pratiche di disturbo all’attività venatoria.

«La solidarietà che esprimo alla Riserva per quanto accaduto non rimarrà fine a se stessa – spiega Piccin –. Ormai siamo in pieno clima d’odio nei confronti dei cacciatori, per questo ritengo sia il momento di dare un segnale d’attenzione da parte delle istituzioni con nuove norme che contrastino chi impedisce un’attività lecita quanto radicata nella vita umana sin dalle origini. La proposta di legge nazionale di cui sarò prima firmataria prevede sanzioni a coloro che concretizzino, con il proprio comportamento, ostacoli all’esercizio della caccia e, in casi estremi, ne impediscano il libero e sereno svolgimento».

«È preoccupante – aggiunge la consigliera regionale – l’intensificarsi dell’intolleranza nei confronti di un’attività esercitata da cittadini autorizzati dopo essere stati sottoposti a visite, controlli medici e verifiche di polizia, nei modi e nei tempi stabiliti dalla scienza e dalle istituzioni nazionali ed europee. Posizioni ideologiche sono fuori luogo. Si assiste ormai con frequenza, nei confronti dei cacciatori, a ingiurie ed espressioni verbali violente, sui social e non soltanto, ma anche ad atti di violenza, tra i quali rientrano quelli dal sapore intimidatorio come nel caso di Campoformido, l’ultimo di una serie di intolleranze manifestatesi nel tempo. Dal confronto si è passati a un clima di odio. Il rispetto per posizioni diverse i cacciatori l’hanno sempre dimostrato: non sempre pare avvenga il contrario». —


 

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