Trent'anni di tutela per la lingua friulana: ARLeF lancia la nuova Grammatica scientifica di riferimento

Campagna di comunicazione ed iniziative per il trentennale della Lr 15/1996. L'assessore Roberti ed il presidente Cisilino: «Uno strumento innovativo aperto ai contributi dei cittadini»

Marco Stolfo

Il 22 marzo 1996 veniva promulgata la legge regionale 15/1996, “Norme per la tutela e la promozione della lingua e della cultura friulane e istituzione del servizio per le lingue regionali e minoritarie”.
Nel 2026 si celebrano dunque i trent’anni del provvedimento: un momento storico che l’Agenzia regionale per la lingua friulana ha voluto ricordare e celebrare attraverso una campagna di comunicazione su carta stampata, radio e tv e canali social.

Il lancio delle iniziative (caratterizzate dallo slogan “Di 30 agns te stesse direzion: dâ un avignî ae lenghe furlane” ) è stata l’occasione per presentare, in anteprima assoluta, anche un nuovo importante strumento di documentazione e analisi scientifica della lingua friulana: la “Gramatiche furlane di riferiment”, progetto ideato e coordinato dal professor Franco Finco dell’Università Pedagogica della Carinzia, dal professor Luca Melchior dell’Università di Klagenfurt e dal professor Paolo Roseano dell’Università nazionale di educazione a distanza di Madrid, e ha visto la collaborazione di studiosi del friulano o di aspetti particolari della lingua, docenti e ricercatori provenienti da 14 università europee. «Questa grammatica si fonda scientificamente sull’osservazione della lingua parlata», hanno sottolineato, «e affranca definitivamente il friulano da un modello troppo a lungo condizionato dalle grammatiche scolastiche italiane».

«La “Gramatiche furlane di riferiment” è un bel progetto e anche un'opportunità per i cittadini. Arriva in un anno particolare in cui festeggiamo i 30 anni dalla Lr 15/1996 la prima norma sulla tutela del friulano; a questo anniversario abbiamo dedicato in Consiglio regionale una cerimonia ufficiale e questo è un modo in più per celebrare quella ricorrenza. La Gramatiche è uno strumento assolutamente innovativo, unico nel suo genere, che permette di dare una dignità ulteriore alla lingua friulana, consentendo non soltanto agli studiosi, ma anche a tutti i cittadini di approfondire il tema del friulano con tutte le sue regole e le sue peculiari caratteristiche», ha dichiarato l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti. Il progetto era già previsto dal Piano generale di politica linguistica 2021-2025: per il suo completamento manca almeno un altro passaggio: un nuovo confronto con i “parlanti”. Proprio per questo, da oggi sino a fine dicembre i capitoli della Gramatiche sono in rete (www.arlef.it, sezione “Consulta i materiali”) e tutti sono invitati a condividere osservazioni, suggerimenti e contributi migliorativi, segnalando il tutto a gramatichefurlane@sportelfurlan.eu.

«La legge del ’96 è stata determinante nell’incentivare la presenza del friulano che, da quel momento, di diritto, è entrato nelle istituzioni, nella vita pubblica, nella scuola, nella cultura, nei mezzi di comunicazione», ha spiegato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, affiancato nel corso della presentazione dal direttore dell’agenzia, William Cisilino.

Con essa sono stati infatti definiti i criteri per delimitare il territorio di applicazione della legge e individuati i Comuni friulanofoni; stabilita l’adozione della grafia ufficiale della lingua friulana; delineati i primi interventi nell’istruzione pubblica, nell’università e nel sistema radiotelevisivo. È inoltre stato istituito un apposito organismo di politica linguistica, l’“Osservatori pe lenghe e pe culture furlanis”, la cui eredità è stata raccolta, nel 2005, dall’Arlef, agenzia regionale con funzione di l’organismo politica linguistica per la lingua friulana.

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