Addio a Gianfranco D'Aronco, padre dell'autonomismo friulano

Il professore si è spento al policlinico di Udine, dov'era ricoverato, all'età di 99 anni. Nel 1947 fondò, assieme ad altri intellettuali friulani come Pasolini e Chino Ermacora, il "Movimento popolare friulano per l'autonomia regionale"

UDINE. E' morto al policlinico di Udine il professor Gianfranco D'Aronco, padre dell'autonomismo friulano. Nato a Udine il 19 ottobre del 1920, D'Aronco è stato un raffinato intellettuale votato fin dalla gioventù alla causa dell'autonomismo friulano.

Entra a far parte della società Società filologica friulana, dove incontra Tiziano Tessitori. Con lui già nel 1945 fa parte dell' "Associazione per l'autonomia friulana" e il 19 gennaio 1947 fonda, assieme ad altri intellettuali friulani come Pasolini e Chino Ermacora, il "Movimento popolare friulano per l'autonomia regionale".

La laurea honoris causa al professor Gianfranco D'Aronco

Nel 1950 entra nella Democrazia Cristiana, mentre il rapporto col partito autonomista Movimento Friuli, nato nel 1966, non sarà sempre lineare.

Partecipa alla lunga querelle della costituzione della regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, che vede contrapposte le istanze dell'autonomismo friulano e triestino. Parallelamente intraprende la carriera dell'insegnamento universitario, prima alla Cattolica di Milano, poi a Padova e infine a Trieste, dove assume la cattedra ordinaria di storia delle tradizioni popolari e di filologia romanza.

I novantanove anni di Gianfranco D’Aronco, coscienza critica della cultura friulana

Nel 1983 pubblica in tre volumi "Friuli regione mai nata : venti anni di lotte per l'autonomia, 1945-1964". Da pensionato ritorna alla politica attiva: accetta l'invito ad assumere la presidenza onoraria della Lega Nord Friuli fattogli da Pietro Fontanini negli anni novanta e negli anni duemila si avvicina a Sergio Cecotti.

Ancora nel 2005 è presidente del neo-costituito "Comitato per l'autonomia e il rilancio del Friuli".

La biografia pubblicata dall'Università di Udine. Gianfranco D'Aronco nacque a Udine nel 1920 da genitori gemonesi. Si è laureato nel 1944 con lode in Materie letterarie presso la Cattolica di Milano, dove si è anche perfezionato in Filologia romanza e moderna.

Dal 1948 al 1958 è stato assistente volontario di Filologia romanza nella Facoltà di Lettere della Università di Trieste; dal 1954 al 1976 è stato docente incaricato di Letteratura delle tradizioni popolari nella Facoltà di lettere della Università di Padova.

Libero docente nella stessa materia nel 1955, nel 1967-1968 è stato docente incaricato di Sociologia nella Facoltà di Magistero a Trieste, e nella stessa Facoltà incaricato di Storia delle tradizioni popolari dal 1968 al 1976. Nel 1975-76 è risultato vincitore di un concorso a cattedra (con voto unanime) ed è stato di conseguenza chiamato come professore straordinario di Antropologia culturale nella Facoltà di Magistero a Siena, da dove è passato, fino al 1979, come professore straordinario di Storia delle tradizioni popolari a Trieste, nella stessa Facoltà.

Nel 1979 è stato promosso ordinario di detta materia sino al 1985 e ha svolto anche la supplenza di Filologia romanza dal 1983 al 1985. Dal 1985 al 1990 è passato ordinario di Filologia romanza e supplente di Storia delle tradizioni popolari. Infine, dal 1990 al 1995 è stato collocato come ordinario fuori ruolo. Gianfranco D’Aronco è considerato uno dei maggiori critici e conoscitori della letteratura friulana.

Tra le sue opere più importanti: l’Antologia della letteratura friulana (I ed. Roma 1947, II ed. Udine-Tolmezzo-Aquileia 1960, II ed. in 3 voll. e 4 tomi, Udine 1982), e ampiamente utilizzata per la formalizzazione della lingua friulana, numerosi lavori sulle tradizioni popolari friulane, sulla letteratura popolare, la storia della danza, dei canti, del folklore friulano.

Ha fondato e diretto le pubblicazioni "Il Tesaur" e "Studi di letteratura popolare friulana"; ha diretto "Ce fastu?” e ha collaborato con riviste specializzate quali "Aevum", Italica", "Lares", "Iulia Gens", "Lettere", "Lingua nostra", "Studi mediolatini e volgari" e con diversi quotidiani.

Come rappresentante unico per l'Italia, Gianfranco D’Aronco ha fatto parte del gruppo di studi etnografici istituiti dal Comitato per la cooperazione culturale del Consiglio d'Europa. È stato socio fondatore della Societé internationale d'ethnologie di Parigi e membro dell'International society for folk-narrative research di Göttingen.

Ha ricevuto, tra gli altri riconoscimenti, nel 1964 e nel 1973 il Premio della Presidenza del Consiglio. Nella temperie dell’immediato dopoguerra, Gianfranco D’Aronco aderì all’Associazione per l'autonomia friulana, avviata da Tessitori, il 29 luglio del 1945, per la realizzazione di una Regione Friulana.

Assieme a un gruppo di giovani e intellettuali, tra cui Chino Ermacora e Pier Paolo Pasolini, fondò quindi, il 19 gennaio del 1947, il Movimento popolare friulano per l’autonomia regionale, con il quale si avviarono molte iniziative per chiedere a Roma il riconoscimento del Friuli come regione.

L'idea dell'autonomia per il Friuli, in D'Aronco, si incardina principalmente sulla sua identità, intesa non solamente come evenienza storica, geografica e linguistica, ma anche 2 in termini istituzionali nella prospettiva della creazione, all'interno della Regione Friuli - Venezia Giulia, di due distinte realtà istituzionali: Friuli e Trieste.

Questa la sua battaglia durerà anche dopo l’istituzione della Regione Friuli Venezia Giulia, e si concretizzerà nell’adesione di Gianfranco D’Aronco al movimento popolare per l’Università del Friuli che porterà, nel 1978, alla fondazione dell’Università degli studi di Udine. I tre volumi di ‘Friuli, regione mai nata’ (1983) ricostruiranno negli anni ’80 il percorso delle istanze autonomistiche friulane nel secondo dopoguerra.

Il ricordo dell'ateneo. L’Università di Udine ricorda con estrema gratitudine il professor Gianfranco D’Aronco, «uomo – sottolinea il rettore Roberto Pinton – che ha dato un rilevante contributo alla vita culturale, politica e istituzionale del Friuli: è stato fervido sostenitore della cultura, della lingua e dell’identità friulana, quali strumenti di apertura, crescita, confronto e mai di chiusura campanilistica. È indimenticabile il suo ruolo primario nella proposta e realizzazione di un ateneo friulano, con sede a Udine».

Due anni fa l’Ateneo friulano gli conferì la laurea honoris causa in italianistica, per gli spiccati meriti accademici e scientifici espressi nell’instancabile opera di docenza e ricerca universitaria, nonché di comunicazione culturale.

«Di quell’occasione – dice Pinton –  ricordo la sua lectio in cui esprimeva, citando con riconoscenza i suoi maestri e gli altri padri fondatori dell’Università, tutta la sua soddisfazione per aver visto nascere e crescere negli anni la nostra Università, e con grande onestà intellettuale ricordava chi aveva dedicato anima e corpo a una tenace e disinteressata azione volta a rivendicare i diritti di una terra».

«Con particolare emozione – conclude Pinton – ricordo la sua affermazione sulla necessità di rimanere scolari in quanto c’è sempre qualcosa da imparare. Un grande insegnamento per tutti. Ci lascia un’eredità culturale e umana che non deve andare dispersa».

 

 

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