Blasoni pronto ad acquistare i capolavori di Unicredit: «I dipinti friulani devono restare in città»
L’imprenditore raccoglie l’appello dell’ex direttrice dei Musei civici: sostegno al Comune o varo di una cordata tra le ipotesi

UDINE. L’appello non è caduto nel vuoto. A farsi avanti per portare a Udine i dipinti della Unicredit Art Collection, evitando così che si disperdano andando all’asta, è l’imprenditore Massimo Blasoni. In ballo c’è il futuro di quattro quadri di Antonio Carneo e Luca Carlevarijs, due artisti che tra 1600 e 1700 hanno vissuto e operato in città, lasciando un segno indelebile nella storia artistica e culturale di Udine.
Sono stati l’ex direttrice dei Civici musei di Udine, oggi conservatrice del museo civico di Pordenone, Isabella Reale, e l’assessore alla Cultura del Comune di Udine, Fabrizio Cigolot, a uscire allo scoperto, chiamando a raccolta quei mecenati che negli anni non sono mai mancati a Udine.
L’obiettivo è riuscire a creare un canale diretto con Unicredit per capire come poter entrare in possesso di 4 dei 60 mila quadri della collezione del gruppo bancario, destinati ad andare all’asta, indicativamente, tra l’estate e l’autunno 2019. Si tratta di tre opere di Carneo ( “Seduzione”, “Vecchia con conocchia e spighe” e “Aracne tesse la tela”) e di una di Carlevarijs ( “Veduta con porto fortificato e arsenale”), che potrebbero avere un valore approssimativo di 300 mila euro: 150 mila euro il Carlevarijs, tra i 40 e i 60 mila euro l’uno i tre Carneo.
«Stiamo cercando i referenti di Unicredit, una banca con cui lavoriamo molto in Italia, per capire come stanno le cose – chiarisce Massimo Blasoni, azionista di maggioranza del gruppo Sereni Orizzonti Spa, tra i principali player nazionali nella costruzione e gestione di residenze per anziani –. Abbiamo in mente tre ipotesi, e in ogni caso siamo fortemente determinati a procedere».
L’intervento di Blasoni non vuole essere prevaricatore, al contrario, l’imprenditore si mette a disposizione, dicendosi pronto sia a collaborare con le istituzioni, sia ad agire in autonomia. «Possiamo sostenere il Comune nell’acquisizione – spiega – o partecipare direttamente all’asta per acquistare le opere. Siamo però anche disponibili a partecipare a una cordata con altri imprenditori per far restare qui quadri che sono evidentemente un patrimonio del territorio».
Nel caso in cui Sereni Orizzonti partecipasse da sola all’asta, Blasoni ha già in mente una futura collocazione per i dipinti di Carneo e di Carlevarijs (nel caso in cui l’acquisizione andasse a buon fine): «Ove agissimo direttamente – anticipa – un’ipotesi di buona collocazione potrebbe essere palazzo Kechler, immobile già di proprietà del Gruppo, che vorremmo aprire di più alla città. In ogni caso queste opere di artisti friulani sono un bene locale e debbono essere fruibili da tutti».
Dipinti acquistati a metà degli anni Settanta dalla Banca del Friuli ed entrati poi a far parte dell’immenso patrimonio di Unicredit. Blasoni, per riportare a casa queste opere, si è già mosso per dare concretezza al suo auspicio: «Ho telefonato al sindaco Pietro Fontanini, manifestandogli la disponibilità e ho trovato ovviamente ampia apertura. Ora si tratta di capire quando e dove esattamente le opere andranno all’asta e le modalità (lotti più ampi o singole opere) di espletazione. Occorre ringraziare l’ex direttrice dei Civici musei di Udine, Isabella Reale – conclude Blasoni – diversamente la vicenda rischiava di passare sotto silenzio».
Per ora da Unicredit non arriva alcun commento. Tramite il suo ufficio stampa c’è solo la conferma della decisione del Gruppo di mettere in vendita le opere distribuite tra le sedi di Italia, Austria e Germania. Lo scopo è finanziare il progetto Social Impact Banking ed estenderlo a dieci Paesi europei. Dalla vendita dei capolavori presenti nella collezione (ci sono opere di ogni epoca, da Tintoretto a Warhol passando per Guttuso), secondo alcune stime, si potrebbero ricavare 50 milioni di euro. —
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