Migranti, Fontanini si rivolge a Salvini: "A Udine ora sono troppi, intervieni"

La Croce Rossa: la città di nuovo al centro di un ingente flusso di arrivi. Il sindaco: questa situazione va subito bloccata
Udine 15 Luglio 2016 partenza profughi Foto Petrussi Foto Press Turco Massimo
Udine 15 Luglio 2016 partenza profughi Foto Petrussi Foto Press Turco Massimo

Udine torna al centro della rotta balcanica. Da circa una settimana il flusso migratorio è ripreso con vigore in regione e, di riflesso, anche in città. Dai dieci ai quindici richiedenti asilo bussano ogni giorno alle porte dell’ex caserma Cavarzerani e il numero degli ospiti è improvvisamente aumentato, da 200 a 318, sfiorando così il limite delle 320 presenze stabilito dal nuovo bando per la gestione della struttura di via Cividale.

Il prefetto conferma : "Di nuovo affollata la rotta balcanica"
A migrant carrying a baby wipes sweat from his forehead while waiting for a train that would take them towards Serbia, at the railway station in the southern Macedonian town of Gevgelija, Saturday, Aug. 15, 2015. Macedonia is a major transit route for thousands of migrants from Middle East, Asia and Africa who are heading north through the Balkans on their way to the more prosperous European Union countries. (AP Photo/Boris Grdanoski)


Il report consegnato ieri mattina dalla Croce Rossa ha allarmato il sindaco Pietro Fontanini che ha annunciato l’intenzione di prendere il telefono e chiedere «l’intervento immediato dal ministro dell’Interno Matteo Salvini». «Questa situazione va immediatamente stoppata. Come si è agito con la chiusura dei porti bloccando gli arrivi dalla Libia – afferma – chiederò che venga presa in considerazione anche la questione legata alla rotta balcanica.

Ci troviamo al crocevia di questo flusso che arriva in gran parte dalla Slovenia. Non dobbiamo prenderci cura del carico di queste persone. Chiederò che ci sia un’immediata ripartizione delle quote nel resto dell’Europa. Perché gli arrivi non sono solo via mare, ma anche, e soprattutto ora, via terra».

Due anni fa Udine arrivò ad accogliere quasi duemila profughi, dei quali 1. 300 avevano trovato posto alla Cavarzerani.

«Dobbiamo evitare che il problema si ripresenti. Sarebbe disastroso se dovesse ripetersi quel fenomeno», dichiara il primo cittadino che spera a questo punto in una mano da parte di Salvini. L’intesa Viminale – Anci prevede, infatti, la quota di 2, 5 richiedenti per mille abitanti. Quindi Udine dovrebbe prendersi carico di un numero massimo di circa 250 migranti. Le 318 presenze vanno ben oltre questo accordo, senza tenere conto che il sistema Aura, l’accoglienza Udine richiedenti asilo, che terminerà il 31 dicembre secondo il volere della giunta ospita al momento oltre 300 migranti.

Risultato: in città al momento ci sono circa 700 rifugiati. Una presenza “troppo impattante”, come ha avuto modo più volte di ribadire il sindaco Fontanini anche davanti al prefetto Vittorio Zappalorto. «Le prime avvisaglie di questo ritorno della rotta balcanica – afferma il presidente del comitato provinciale della Croce Rossa, Sergio Meinero – le abbiamo avute due mesi fa, quando gli arrivi erano dell’ordine di sei – sette persone al giorno.

Poi improvvisamente nell’ultima settimana le presenze sono raddoppiate. Prima dieci, ieri quattordici e se andrà avanti così sicuramente sforeremo nelle prossime ore le 320 presenze. Sono tutti pakistani e afgani che giungono dalla Slovenia, ma anche dalla Germania e sono di ritorno in Italia».
 

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