Nicola, pilota di Fagagna, è pronto: "Porto il Friuli nello spazio"

Entro l’anno il primo volo “turistico” in orbita. Pecile è uno dei tecnici di Virgin

Il pilota friulano che porta i passeggeri nello spazio

UDINE. «Porterò il Friuli nello spazio». Lo dice con un pizzico d’orgoglio – e ha ragione – Nicola Pecile, l’unico collaudatore italiano (sono sette complessivamente i piloti) selezionato dalla Virgin Galactic per portare a cento chilometri dalla Terra turisti spaziali in grandi numeri.

Il 2018 dovrebbe essere l’anno del primo volo suborbitale per la compagnia. Costo del viaggio: 250 mila dollari. Al momento sono state raccolte oltre settecento prenotazioni, ma le indagini di mercato dimostrano l’interesse di centinaia di migliaia di clienti che potenzialmente potrebbero volare un giorno, considerando che il costo attuale del biglietto non è affatto irrisorio.

Un friulano porterà i turisti nello spazio


Contattiamo Nicola mentre si trova sullo spazioporto di Mojave, cittadina nell’omonimo deserto della California, a circa un’ora e mezza a Nord di Los Angeles. È qui che la Virgin Galactic costruisce e sviluppa i veicoli suborbitali SpaceShipTwo e gli aerei madre da cui questi vengono sganciati denominati WhiteKnightTwo.

Ed è lì che il pilota friulano, originario di Fagagna, ex allievo del Malignani, ha trovato casa dal 2011. Era collaudatore sperimentatore al Reparto sperimentale volo dell’Aeronautica militare quando davanti a lui si prospettò la scelta di continuare la carriera a Roma rivestendo un ruolo manageriale. Ma era troppo forte la voglia di continuare a volare.

E così decise di guardarsi in giro e accettò la sfida di diventare istruttore collaudatore alla National Test Pilot School di Mojave. Mai scelta si rivelò più azzeccata.

«Mi trovai – racconta Nicola – nel posto giusto al momento giusto». Nel 2015 la Virgin Galactic aprì un bando per due piloti. Nicola presentò domanda e alcuni mesi più tardi si spalancarono per lui le porte dello spazio. «Ho sempre sognato di poter volare nello spazio un giorno – afferma –. Ricordo bene quando in seconda media presi la decisione di voler fare il pilota militare.

Ci è voluta tanta passione, dedizione e molta fortuna, ma alla fine eccomi qua. La nostra professione richiede infatti una buona dose fra passione e dedizione: la passione è ciò che ti fa muovere inizialmente, la dedizione è ciò che continua a spingere il carico di lavoro che necessariamente bisogna affrontare per arrivare a livelli alti».

«Se è stato possibile tutto questo per un bambino proveniente da un piccolo paese del Friuli e che sognava di volare nello spazio di arrivare ai comandi di un veicolo come SpaceShipTwo, significa che tutto è possibile – aggiunge –. Mi piacerebbe vedere molti più giovani partecipare con entusiasmo a questa trasformazione grandiosa di oggi del mondo astronautico. Tutta l’umanità ne beneficerebbe».

Le attività in cui Nicola si trova ora coinvolto sono due: una relativa al pilotaggio e all’esecuzione dei test sui velivoli e l’altra relativa allo sviluppo ingegneristico del programma SpaceShipTwo e degli upgrade hardware su WhiteKinghtTwo.

«Parte del mio lavoro – spiega – è di verificare che i parametri e i coefficienti di stabilità del veicolo siano in linea con i dati di volo reali e con le simulazioni fluidodinamiche generate da modelli computerizzati.

Mi occupo anche della sicurezza dei voli prova in generale, quindi gestisco gran parte delle attività volte alla mitigazione e riduzione del rischio insito in ogni volo. In futuro, sarò coinvolto anche sulle future navette che stiamo costruendo».

«Se sono arrivato fino a qui – sottolinea il collaudatore della multinazionale di sir Richard Branson – lo devo principalmente all’insegnamento e alla preparazione che ho ricevuto al Malignani. Non è un bene ma nemmeno un male andare via dall’Italia perché si aprono molte opportunità.

Io sono rimasto molto legato alla mia terra, dal quale mi sono distaccato fisicamente ma non emotivamente. Penso che questa mia professione possa dare lustro al Friuli, troppo spesso dimenticato, eppure ricco di potenzialità».

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