Nuova follia a Udine: rischiano la vita per un selfie sulla gru

UDINE. Sono salite in cima a una gru, in un cantiere abbandonato, e poi, quando hanno raggiunto il braccio orizzontale, si sono scattate foto con il telefonino. Incuranti della ventina di metri di altezza che le separava dal suolo e di quello che poteva loro capitare se soltanto avessero messo un piede in fallo. Fortunatamente è filato tutto liscio e le due adolescenti protagoniste dell’ennesimo “daredevil selfie” (gli autoscatti estremi e pericolosi), dopo una buona mezz’ora di scatti, sono scese a terra sane e salve.
È il secondo caso, in meno di tre settimane, che vede giovani mettersi in situazioni di pericolo: il 30 aprile scorso il 18enne Simone Coloierà aveva “scalato” il Tempio Ossario. Quest’ultimo fatto, invece, è accaduto giovedì 18 maggio nella zona di San Domenico, vicino a una lottizzazione (rimasta incompiuta) tra via Bearzot e via Foni.
L’area è recintata, ma questo non ha impedito alle ragazzine di entrare nel cantiere abbandonato, dove ci sono tre palazzine e la gru. Ad accorgersi di loro è stato un udinese, Mauro Narboni, che in quel momento – erano circa le 18.30 – si trovava a passeggio con il cane.
«Stavo camminando – ci racconta – quando ho sentito delle voci. Istintivamente ho guardato nella direzione da cui provenivano, ma davanti a me non ho visto nulla. Ho alzato lo sguardo e non credevo ai miei occhi: in alto, sul braccio orizzontale di una gru, si trovavano due ragazzine che potrebbero aver avuto circa 13 o 14 anni. Ridevano e scherzavano tra di loro e le ho chiaramente viste camminare, distendersi e farsi selfie con il cellulare.
Sono rimaste lassù, nel punto in cui si trova il contrappeso di cemento, più di 30 minuti e sembrava si divertissero molto, tra foto e contemplazione del tramonto. Io, invece, mi sono spaventato parecchio – riferisce Narboni – e ho subito chiamato il 113, pensando che la loro imprudenza potesse avere conseguenze pericolose».
A rispondere è stato l’operatore del nuovo numero unico dell’emergenza, il 112, che però non conosceva la zona e non era riuscito a localizzare con celerità il luogo in cui si trovava la lottizzazione. «Le giovani nel frattempo sono scese e – racconta il cittadino – quando mi hanno visto sono scappate nella direzione opposta». «Sono rimasto scosso da quello che è successo – argomenta infine Narboni – perché ho un figlio di 14 anni e tremo all’idea che possa compiere un gesto così imprudente».
Quella del “daredevil selfie” è una moda che sta contagiando sempre più adolescenti. Nel mondo virtuale dei social, il selfie è diventato lo strumento con il quale mettersi in mostra e far vedere agli altri di “esistere”. Alcuni mesi fa, per esempio, erano state viste due adolescenti erano sdraiate sui binari, nella zona di Udine Est, con il telefonino in mano, pronte per lo scatto estremo da condividere con gli amici sui social. A notarle, quella volta, erano stati gli agenti della Polfer, che le hanno portate via prima dell’arrivo del treno.
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