I palloncini dei bimbi nel cielo del lager

Gli alunni per la prima volta alla celebrazione nell’ex campo di Visco

VISCO. La celebrazione della giornata della Memoria, svoltasi ieri a Visco, è stata particolarmente suggestiva e densa di significato. Per la prima volta, assieme alle autorità e alle personalità politiche italiane e straniere che hanno partecipato all’evento, sono stati protagonisti i bambini e ragazzi delle scuole: il futuro d’innanzi al ricordo e alla memoria dell’olocausto e delle vicende della seconda guerra mondiale.

Dopo la deposizione delle corone al monumento, eretto nei pressi di quella che era la chiesetta di legno del campo di internamento, don Giorgio Longo, parroco di Visco ha ricordato le istituzioni, gli indifesi e coloro che hanno servito la patria nel corso del momento di preghiera che, come di consueto, accoglie personalità e pubblico negli spazi che furono, tra la fine del 1942 e l’inizio del 1943 campo di internamento per civili rastrellati dall’ex Jugoslavia e occupava una superficie di 130 mila metri quadrati.

Vi furono rinchiuse mediamente tra le tre e le quattromila persone per la maggior parte donne, bambini e anziani. Gli alunni delle classi IV e V della scuola primaria Ugo Foscolo di San Vito al Torre hanno introdotto i discorsi cantando l’inno nazionale italiano accompagnato dalle musiciste Annamaria Vinciguerra e Mariko Masuda che hanno seguito l’intera celebrazione.

«La storia ci ha sottoposto a momenti di cui quasi non si riesce a parlare, di cui dovremmo urlare l’evidenza, ma che nel cuore ci tormentano tanto da farci invece abbassare la voce – ha esordito il sindaco di Visco Elena Cecotti – . Tragedia nella tragedia spesso non riusciamo a imparare del passato e le vicende già tanto contestate si ripropongono nel presente».

Quest’anno, a causa di un malessere di stagione dell’assessore Loredana Panariti, la Regione Friuli Venezia Giulia non era rappresentata nel corso della cerimonia. Una cerimonia toccante, nel corso della quale gli alunni della scuola secondaria di Aiello hanno letto degli spezzoni di racconti della vita nei campi di internamento.

La console generale slovena Ingrid Sergaš ha evidenziato l’importanza della presenza dei giovani: «Sono responsabili di vigilare sul fatto che questi ricordi e queste vicende raccontate non si ripetano in futuro, come risposta alla troppa indifferenza dimostrata da tutti».

Egidio Braicovich è intervenuto a nome della Comunità Croata di Trieste: «Noi, gente di confine, siamo fratelli e abbiamo sempre vissuto assieme. Questi fatti così tristi vanno ricordati e questi ragazzi non dovranno mai conoscere quei momenti».

Intriso di significato anche il discorso dell’assessore provinciale Beppino Govetto: «Guai se domani ci dimentichiamo di tutto questo» ha chiosato il suo intervento rivolgendosi ai ragazzi. E «con la conoscenza dei più anziani, con la concretezza degli adulti, con la voglia di libertà dei ragazzi e con la spensieratezza dei bambini» sono stati affidati al cielo dai piccoli della scuola dell’infanzia di Visco e della primaria di San Vito i messaggi di speranza, legati ad un palloncino.

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