Regione Fvg, stretta sui bonus povertà

Tutte le novità della manovra estiva. Serviranno almeno cinque anni di residenza Ue. Esclusi i rifugiati. Beneficio fino a 550 euro in cambio della disponibilità a lavorare

TRIESTE. Cadono nel vuoto le raccomandazioni del garante regionale dei diritti alla persona. I rifugiati non potranno più accedere alla misura attiva di sostegno al reddito che in sede di assestamento di bilancio è stata ieri adeguata al bonus nazionale introducendo requisiti più stringenti.

Al nido con lo sconto più richieste e contributi

Ai 24 mesi di residenza in Friuli Venezia Giulia previsti fino a oggi per poter beneficiare del sostegno gli extra-comunitari dovranno essere in possesso un documento che certifica il soggiorno nell’Unione da almeno 5 anni. Tanto tempo i cittadini extracomunitari devono infatti dimostrare di aver trascorso in Europa per ottenere il permesso di soggiorno Ue di lungo periodo che la modifica introdotta in assestamento ha reso obbligatorio dal prossimo settembre.

Introducendo così indirettamente l’innalzamento del requisito per gli extracomunitari da due a cinque anni. Basterà un solo componente del nucleo famigliare in possesso dei requisiti per far scattare la concessione della misura, stemperando in qualche modo la restrizione del requisito che rischia comunque di tagliar fuori la maggior parte dei rifugiati, come da monito del garante Walter Citti.

Niente da fare. Correttivi in aula non ne sono arrivati e la misura è stata modificata così come da Ddl approvato in commissione. Con reciproca soddisfazione del centrosinistra e del centrodestra.

Naturalmente per opposte ragioni. Riccardo Riccardi (Fi) ha gridato vittoria: «Dopo anni passati a predicare che il requisito temporale doveva essere portato a 5 anni finalmente la maggioranza ha alzato bandiera bianca. Ora però c’è da affrontare in modo complessivo la materia dell’accesso al sistema di protezione sociale che deve essere fondato, come già per i nostri emigranti nel dopoguerra, su reddito e lavoro».

La maggioranza dal canto suo ha messo in cassaforte l’adeguamento alla norma nazionale (Sostegno per l’inclusione attiva) e ha approfittato dell’occasione per rivendicare il successo della misura targata Fvg. «Rispetto ai beneficiari del fondo solidarietà che erano 5 mila 200 - ha ricordato ieri l’assessore alla salute, Maria Sandra Telesca -, in questa misura sono entrati 12 mila nuclei, il 70% dei quali con un Isse massimo di 4 mila euro, il 45% stranieri (comunitari e non)».

I soldi alle parrocchie dividono la maggioranza
Silvano Trieste 31/07/2013 Sala del Consiglio Regionale

La misura attiva di sostegno al reddito consiste nell’erogazione di un contributo di sei rate bimestrali fissato in base al numero dei componenti del nucleo famigliare e degli scaglioni Isee. Si va da un minimo mensile di 70 euro per famiglie senza figli e con Isee tra i 5 e i 6 mila euro a un massimo di 550 euro nel caso di due o più figli e di Isee da 0 a mille euro.

Altro requisito fondamentale è la disponibilità a stringere un patto con la Regione per i componenti della famiglia che abbiano compiuto la maggiore età e che sono chiamati ad aderire a un percorso concordato, finalizzato a superare le condizioni di difficoltà.

E’ stata una lunga giornata quella di ieri per l’’aula di piazzale Oberdan che si è riunita in anticipo di mezz’ora rispetto all’orario usuale e si è congedata molte ore dopo la fine teorica della seduta. A notte inoltrata. Epilogo prevedibile, visto il corposo faldone degli emendamenti presentati sul Ddl di assestamento di bilancio.

Tra le modifiche introdotte ieri ci sono un contributo complessivo di 2,5 milioni per gli interventi di escavo del porto di Monfalcone, contributi concessi in via straordinaria all'Associazione Cinemazero di Pordenone, alle biblioteche private riconosciute di interesse regionale, ai teatri della regione e ancora all’ampliamento funzionale del Visionario di Udine.

E ancora interventi per lo sviluppo delle valli del Natisone, del Torre, del Canal del Ferro e della Val Canale (per poco meno di 800 mila euro), per la pubblicazione nel 2016 del quotidiano in lingua slovena Primorski dnevnik (450 mila euro), un fondo nuovo per ordinaria manutenzione di spazi e locali adibiti alle attività culturali, ricreative sportive e sociali delle organizzazioni della minoranza linguistica slovena (300 mila euro).

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