I soldi alle parrocchie dividono la maggioranza

Pustetto (Sel) e Travanut (Pd) contestano i finanziamenti ad hoc. Scontro anche sui fondi ai migranti
Silvano Trieste 31/07/2013 Sala del Consiglio Regionale
Silvano Trieste 31/07/2013 Sala del Consiglio Regionale

TRIESTE. La conversione del centrodestra dalle poste puntuali ai contributi a capitolo sembra essere giunta fuori tempo. Gli emendamenti proposti ieri dalla maggioranza di centrosinistra dedicati alle parrocchie sono infatti passati.

Al costo però di una crepa nella coalizione. Impressa ancora una volta dal consigliere di Sel, Stefano Pustetto, e dal democratico Renzo Travanut. «Si tolga questo ingombro che è pesante dal punto di vista etico - ha detto l’esponente del Pd -. La mia è una richiesta di carattere politico. Siano ritirate tutte le poste puntuali da parte dei consiglieri di maggioranza». Il tono imperativo della richiesta ha spinto il capogruppo dem, Diego Moretti, a chiedere la sospensione della seduta.

Minuti che dietro le quinte devono esser stati di fuoco ma che non hanno cambiato le posizioni spingendo Travanut all’astensione e Pustetto all’ennesimo no. Il via libera è arrivato comunque.

Sia per l’emendamento a firma Renzo Liva (Pd) - 60 mila euro alla parrocchia di Santa Cecilia martire di Pradamano per interventi di completamento della struttura ricreativa e di aggregazione giovanile di piazza della Chiesa -, che per quello proposto da Renata Bagatin (Pd) - 50 mila euro in favore della parrocchia San Giacomo Apostolo di Polcenigo per interventi di manutenzione e adeguamento del complesso monumentale del Convento Francescano -.

A nulla è valsa la “conversione” di Bruno Marini che a dimostrazione d’aver abbandonato la fede alle poste puntuali ieri ha proposto l’implementazione per 1,5 milioni di euro del capitolo per gli interventi su chiese e immobili di pertinenza delle parrocchie.

La maggioranza si è servita a più riprese delle poste puntuali. Sia sul testo del ddl approvato in commissione che negli emendamenti. Tra le poste puntuali che più hanno infiammato l’aula ci sono state quelle dedicate ai contributi destinati all’integrazione dei migranti per un totale di 135 mila euro a favore di due associazioni e di Confartigianato.

Si è detta sdegnata Barbara Zilli (Lega) che ha accusato la maggioranza «di razzismo al contrario». Accusa respinta da Vincenzo Martines e poi da Franco Codega: «Perché questi soldi? Perché puntiamo all’integrazione - ha tagliato corto il democratico -. Al rispetto reciproco». (m.d.c.)

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