Coldiretti: buttate tonnellate di latte a causa della speculazione

La manifestazione nazionale a Udine: migliaia di allevatori scesi in piazza con mucche e trattori a causa della scadenza della maggioranza dei contratti, che ha provocato il crollo dei prezzi
Udine 2 aprile 2016 manifestazione coldiretti © Petrussi Foto Press - Massimo Turco
Udine 2 aprile 2016 manifestazione coldiretti © Petrussi Foto Press - Massimo Turco

UDINE. «Tonnellate di latte da buttare perché sono stati disdetti i contratti e non viene più ritirato dalle stalle, dove bisogna però continuare a mungere per non far soffrire gli animali».

A denunciarlo è stato stamane a Udine il presidente nazionale della Coldiretti, Roberto Moncalvo, presente alla mobilitazione di migliaia di allevatori scesi in piazza con mucche e trattori a un anno dalla fine delle quote latte che coincide con la scadenza della maggioranza dei contratti all’inizio di aprile, che ha provocato il crollo dei prezzi riconosciuti agli allevatori, ma anche il mancato ritiro del latte.

«Non è più in vigore l’accordo sul prezzo del latte e si tagliano in modo unilaterale i compensi agli allevatori sotto il ricatto - sottolinea la Coldiretti - di non accettare la consegna di un prodotto deperibile come il latte».

Il fatto che il latte italiano venga rifiutato, secondo Coldiretti, «dimostra quanto sia strumentale la posizione di chi sostiene che il latte straniero è necessario per soddisfare la domanda nazionale».

Per l’organizzazione agricola, la realtà è che «si punta a far chiudere le stalle per giustificare l’aumento delle importazioni di semilavorati di provenienza straniera a basso costo e scarsa qualità per sostituire il latte italiano».

Una speculazione che sarebbe divenuta ancor più conveniente a seguito dell’embargo russo ai prodotti lattiero-caseari europei che, dovendo trovare nuovi sbocchi, stanno invadendo il mercato italiano.

Sono migliaia gli allevatori che con trattori e mucche sono scesi in piazza ad un anno dalla fine delle quote latte per denunciare una crisi senza precedenti che sta provocando la strage delle stalle italiane.

Latte straniero in tre cartoni su quattro
Udine 2 aprile 2016 manifestazione coldiretti © Petrussi Foto Press - Massimo Turco

«Avete preso i nostri marchi, non vi daremo le nostre mucche», «Chi acquista ha il diritto di sapere se quello che compra è veramente fatto in Italia», «Più trasparenza con l’etichettatura di origine obbligatoria» e «Stop a speculazioni: giusto prezzo per produttori e consumatori», sono alcune delle richieste che si leggono sui cartelli e sugli striscioni.

È stata montata una caldaia per la preparazione del formaggio, ma fanno bella mostra anche una selezione dei migliori formaggi della montagna italiana ritenuti a rischio di estinzione per colpa delle cagliate e delle polveri di latte straniere, come quelle che sono state scoperte alla frontiera del Tarvisio e che sono ora esposte al pubblico ludibrio.

Per la mobilitazione nazionale è stata scelta Udine in Friuli proprio perché considerata la porta di ingresso in Italia di centinaia di milioni di chili di latte stranieri, anche come trasformati e semilavorati industriali, che sono spacciati con l’inganno come Made in Italy.

Il risultato è che nella regione il prezzo per il latte pagato agli allevatori è il più basso d’Italia.

Coldiretti, manifestazione nazionale a Udine

Di fronte al Teatro Nuovo Giovanni da Udine è presente anche la pronipote della mucca “Onestina”, simbolo della battaglia per il Made in Italy degli allevatori che chiedono di continuare a mungere con un prezzo giusto ed onesto.

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