È arrivato il momento di ridare vita al campeggio dei mondiali ’90

La struttura è abbandonata da anni e ha bisogno di interventi Potrebbe accogliere le roulotte degli spettacoli viaggianti

UDINE. E se per ospitare le carovane dei giostrai venisse aperto un luogo che la città aveva voluto e che non è mai stato utilizzato?

E cioè l’area del campeggio oltre la tangenziale. Una zona messa nei progetti dell’amministrazione comunale oltre 25 anni fa, realizzata e lasciata in stato di totale abbandono. In un momento in cui si torna a discutere del luna park e della possibilità di far traslocare i caravan dalla zona dello stadio il dibattito si è aperto.

Udine, giostre ancora senza casa: resta solo l’ipotesi Ziu
Udine 25 MARZO 2012 luna park Copyright PFP Turco

Non si vogliono le roulotte nelle vicinanze del nuovo impianto sportivo, per motivi di sicurezza. Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto, Vittorio Zappalorto, ha ricevuto dalla Questura l’invito ad allontanare i giostrai dall’impianto sportivo.

Palazzo D’Aronco si è messo a cercare una zona adatta alla sosta delle carovane, incaricando i tecnici del servizio mobilità di predisporre «un progetto o una perizia per rendere il parcheggio di via Chiusaforte idoneo all’accoglienza delle carovane al seguito dello spettacolo viaggiante».

La polizia locale dovrà «individuare, in piazza Primo maggio, la localizzazione dello spettacolo viaggiante riducendo, se necessario, il numero delle attrazioni privilegiando quelle destinate ai bambini più piccoli».

L’amministrazione comunale vuole dare una risposta in tempi rapidi, anche perché già in primavera, in prossimità della Pasqua, Giardin grande ospita le bancarelle e le giostre tornano in città.

Quindi? Quale piano proporre?

La prima boutade è stata quella di aprire ai caravan il parcheggio di via Chiusaforte, la zona a ridosso dell’ospedale, del polo universitario di piazzale Kolbe e di via Cotonificio. I cittadini, che da tempo contestano la presenza nel parcheggio scambiatore dei camper e delle roulotte dei nomadi, hanno fatto muro.

Forse la zona non è propriamente adatta non solo perché è vicina alle case ma anche perché è a due passi dall’ospedale, e non solo.

E allora ci sono altre proposte presentate all’attenzione della giunta: i caravan vadano nella Ziu, o in via Milocca, o in via (Di) Giusto. Tutte, al momento, scartate.

Ma perché non cogliere l’occasione per sistemare il campeggio che avrebbe dovuto accogliere i tifosi arrivati a Udine per i Mondiali di calcio di Italia ’90? A quasi 25 anni di distanza il campeggio a pochi passi dal parco del Cormor, al confine con il comune di Pasian di Prato, non ha mai visto un turista, non è mai stato inaugurato; mancava l’agibilità. Poi cause e polemiche politiche sulla destinazione. E ancora oggi non c’è il collegamento alla rete fognaria. Il Comune di Udine aveva chiesto un intervento al Cafc (Consorzio acquedotto Friuli centrale) per collegare la struttura turistica alla rete fognaria che serve la frazione di Passons.

Il campeggio è in stato di abbandono. Vandali hanno distrutto gli edifici interni, rubando porte, infissi e sanitari. Insomma nel campeggio c’è molto da sistemare. Un esempio di spreco di denaro pubblico. L’opera è datata anni ’90, quando la crisi e il patto di stabilità dei Comuni non erano all’orizzonte. Con i soldi piovuti in quegli anni il Comune avviò molti lavori.

Il campeggio, quando fu realizzato, venne dato in gestione alla Federcampeggi che però non riuscì nemmeno ad avviare l’attività. Nel 1994, quando si giocavano i mondiali di calcio in America, mancava ancora l’agibilità che arrivò soltanto tre anni più tardi. Nel 1999 il Comune firmò la rescissione del contratto con la società che aveva ottenuto la gestione.

E la vicenda finì anche in tribunale. Il titolare chiese i danni al Comune ritenendo di aver ricevuto una struttura inutilizzabile. Del caso, e siamo nel 2005, si è occupato anche il Gabibbo di Striscia la notizia. Ma il campeggio è ancora lì, abbandonato.

La seconda amministrazione del sindaco Sergio Cecotti ha anche provato – inutilmente – a venderlo. Quando poi sembrava potesse accogliere il campo nomadi di via Monte Sei Busi è scattata la protesta del Comune di Pasian di Prato che ha chiesto garanzie sulla destinazione prima di sottoscrivere una convenzione e acconsentire al collegamento della rete fognaria.

Passano gli anni e pure le amministrazioni comunali.

Adesso a decidere è la giunta Honsell. Nel 2011 si sono fatti avanti gli anarchici del Centro sociale autogestito (Csa), sfrattati da via Volturno e da via Scalo Nuovo, alla ricerca di una nuova sede. Niente da fare. Il Comune prima ha pubblicato un bando che è andato deserto poi ha raccolto delle manifestazioni di interesse e pubblicato un nuovo bando affidando la gestione al vincitore all’inizio del 2013.

Sono passati altri due anni. Il campeggio è ancora lì, vuoto e abbandonato.

La sfida potrebbe essere attuale. I caravan non potranno più sostare in zona stadio; ebbene, mettere in funzione, seppur con ritardo decennale, il campeggio fantasma potrebbe essere una risposta a un’esigenza.

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