«Quella strada non serve piú»: la rivolta degli imprenditori

SAN GIOVANNI AL NATISONE. Pensava di aver vinto la propria battaglia vedendo stralciato il collegamento veloce della Palmanova - Manzano. Invece, alla notizia che una nuova strada, un by-pass, congiungerà San Vito al Torre a Nogaredo, non ci ha visto più.
E così in questi giorni ha esposto uno striscione all’esterno della propria azienda. Un vero e proprio appello alla politica a caratteri cubitali in cui si dice «Basta! Strade inutili. No! Al by-pass di Nogaredo - San Vito. Più! Lavoro nelle fabbriche».
Autore della protesta è Lucio Bergamasco, titolare della Comec group di San Giovanni al Natisone, non nuovo a queste iniziative provocatorie. In questa sua ulteriore azione non è da solo, ma è appoggiato da altri imprenditori dell’area della sedia.
Daniele Caselli della Caselli Group, ad esempio parla di «deturpamento dell’ambiente. Si tratta – tuona – di un vero e proprio spreco di soldi».
Il 19 gennaio, nel corso di un incontro con i sindaci l’assessore regionale Mariagrazia Santoro ha illustrato le linee del nuovo progetto che rivede completamente la Palmanova - Manzano.
Nel frattempo è stato avviato il rifacimento del ponte sul Torre a Chiopris Viscone, intervento già aggiudicato e il cui cantiere partirà alla fine di quest’estate.
Dopo il ponte verso Palmanova, escluso il by-pass a Jalmicco sia a Sud sia a Nord in quanto la zona è molto urbanizzata e caratterizzata dalla presenza del canale scolmatore del Consorzio di Bonifica, si è preferito optare per un’alternativa che scavalchi l’abitato di Nogaredo e San Vito al Torre lungo una strada bianca esistente.
L’obiettivo sarebbe quello di risolvere i problemi in tema di sicurezza stradale per l’eccessiva velocità di attraversamento delle auto e dei camion.
Almeno così stando alle parole dell’assessorato regionale e del sindaco di San Vito al Torre. Ma non sembrano pensarla allo stesso modo gli imprenditori che preferirebbero vedere quei fondi della Palmanova - Manzano impiegati «per dare lavoro nelle fabbriche».
«Non penso che una strada in più – dice Caselli – aumenterà il fatturato delle nostre aziende. Pensavamo che quella strada fosse stata bocciata e invece ce la ritroviamo nuovamente tra i progetti. Ci chiediamo: a che cosa serve? Per chi? Se ne parla da quando ero piccolo, più di vent’anni fa. Il mondo, nel frattempo, è cambiato. Non c’è più il traffico di una volta. Si finisce solo per deturpare l’ambiente e sprecare soldi pubblici che invece potrebbero essere impiegati per aiutare gli imprenditori. Come al solito dobbiamo rimboccarci le maniche e fare tutto da soli, perché se aspettiamo la politica...».
«Oltretutto – conclude Caselli – è stata costruita da poco una complanare a Manzano. In dieci minuti da San Giovanni posso arrivare ora a Udine Sud e a Palmanova. E noi cosa facciamo? Costruiamo un’altra strada?».
Lucio Bergamasco porta, invece, un classico esempio quotidiano. «Proprio in questi giorni – spiega – ho avuto un colloquio con un candidato programmatore elettronico sposato con figli che hanno rispettivamente tre e un anno. La moglie lavora come infermiera. Mi ha chiesto se fosse possibile ottenere un part time a 32 ore perché non riescono a gestire i figli con le strutture pubbliche. Più che costruire strade inutili la politica farebbe meglio a organizzare sul territorio più asili nido».
«Gli imprenditori – aggiunge – vanno da una parte, il settore pubblico dall’altra. Così è impossibile creare sviluppo».
Il by-pass che porta da Nogaredo al Torre a San Vito è un boccone duro da digerire. «Stanno massacrando inutilmente il territorio – osserva –. E i fallimenti di altre strade evidentemente non hanno insegnato nulla. Hanno costruito una complanare a Manzano che verrà scarsamente utilizzata. E c’è una superstrada, che da Buttrio a Premariacco, è diventata una cattedrale nel deserto».
Sarebbe meglio concentrarsi, aggiunge l’imprenditore, sulle opere che servono. «La situazione dell’incrocio di Nogaredo sulla Palmarina è impietosa. Da quattro mesi il semaforo non funziona e nessuno sembra essersene accorto. Vogliamo fare strade inutili e non siamo in grado – esorta – nemmeno di riparare un semaforo a un incrocio pericoloso».
«Dobbiamo tornare a investire – conclude Bergamasco – su manifatturiero e agroalimentare, invece continuiamo a riempire quel che resta dell’agricoltura con il cemento. Così non daremo speranze ai giovani. Così non creeremo lavoro alle generazioni future. Quel by-pass non servirà a nulla perché il centro abitato di Nogaredo è già scarsamente trafficato. Potevo capire quest’opera vent’anni fa, ma oggi no. È la dimostrazione che la politica non è al passo con i tempi».
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