Santoro: «In arrivo soldi per lo sviluppo del territorio»

La polemiche sulla strade "inutili". Con lo stralcio della Palmanova - Manzano sarranno realizzate opere a servizio delle imprese del distretto

SAN VITO AL TORRE. Dalle fognature, alla banda larga. Un terzo dei fondi liberati dalla Palmanova - Manzano (30 milioni degli 89 a disposizione) serviranno a realizzare opere per aumentare l’attrattività delle aziende del distretto della sedia.

A chiederlo sono stati gli stessi sindaci di Manzano e San Giovanni al Natisone. E la Regione attraverso l’assessorato in capo a Mariagrazia Santoro è pronta a fare la sua parte.

Insomma le aziende non resteranno a bocca asciutto.

La rimodulazione del progetto consentirà di liberare una parte dei fondi impegnati, permettendo così l'attivazione di altri progetti specifici a Manzano e San Giovanni al Natisone specificamente rivolti alla riqualificazione territoriale anche al fine di supportare lo sviluppo imprenditoriale dell'area.

In sostituzione dell'ipotesi di collegamento veloce Palmanova-Manzano, il progetto punta prevalentemente alla riqualificazione della sede stradale esistente nei comuni di Manzano e San Giovanni al Natisone con una forte attenzione anche alla ciclabilità e alla mobilità lenta.

«Ci aspettiamo ora dagli enti locali i suggerimenti di dettaglio che possono completare questo progetto condiviso con il territorio - ha commentato Santoro - per proseguire il prezioso lavoro fatto finora con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti».

Riguardo, invece, al tratto di strada, il by pass, contestato dagli imprenditori, il sindaco di San Vito al Torre, Gabriele Zanin si difende.

«Quei soldi sono vincolati alla viabilità e non possono essere destinati ad opere pubbliche, come asili nido, come vorrebbero gli imprenditori». A detta del primo cittadino, il centro di Nogaredo è soffocato dal traffico pesante soprattutto nelle ore di punta alle 8 del mattino e alle 17.

«È un problema sentito – dice – che crea un grave disagio. Occorre quindi bypassare il centro». Un’opera quindi necessaria e che finalmente trova realizzazione nella prossima progettazione.

«Metterà in sicurezza l’intero paese, ma potrà anche essere di vantaggio alle aziende non solo del nostro paese, ma anche di San Giovanni al Natisone. È vero, forse prima il traffico era più sostenuto, il distretto della sedia viaggiava con un’altra velocità e c’erano più code. Ma dobbiamo guardare al futuro».

«Questa crisi finirà. Non possiamo pensare che i capannoni resteranno vuoti. Dobbiamo essere pronti – conclude – ad agganciare la ripresa. E questa strada può essere da volano per il prossimo sviluppo dell’area. Avremmo dovuto buttare vie quasi 100 milioni di euro. Quello sarebbe stato uno spreco, non costruire opere che alla fine avranno delle ricadute vantaggioso per le imprese». (da.vi.)

 

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