Profughi, spunta la rotta adriatica degli scafisti albanesi

UDINE. Dopo quella mediterranea e quella balcanica ora spunta anche la rotta adriatica. Fonti dell’Intelligence assicurano che organizzazioni criminali, principalmente albanesi, stanno acquistando natanti per organizzare il trasbordo di immigrati verso le coste italiane, comprese quelle dell’Alto adriatico.
La strategia dei mercanti di persone fa leva su due fatti. Primo: l’imminente inverno balcanico che giocorforza ridimensionerà drasticamente la possibilità che i richiedenti asilo possano affrontare lunghi percorsi a piedi. Secondo: il viaggio via mare evita gli ostacoli posti in essere da Croazia, Austria e Slovenia con fili spinati, barriere e controlli più severi.
A darne notizia è stata ieri Irene Tittoni, dirigente della Polizia di Stato e direttore della IV Zona polizia di frontiera, intervenuta al convegno “Le nuove frontiere dell’immigrazione, organizzato dal Cedus. «Risalire la rotta balcanica durante l’inverno - ha sottolineato - diventa davvero un’impresa. Da qui la scelta di queste organizzazioni di pianificare spedizioni via mare».
Un dato, questo, che allarma doppiamente perché sta a significare che la rotta balcanica non soltanto si ferma, ma è destinata a diversificare l’“offerta” agli immigrati. I dati di Frontex (Agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea) confermano che (come si evince dalle tabelle qui sopra riportate) la rotta balcanica adesso punta anche verso l’Italia, attraverso la porta del Fvg.
«Dal 1 gennaio all’11 ottobre di quest’anno sono ben 950 mila gli immigrati che hanno bussato alle porte dell’Europa, contro i 245 mila dello stesso periodo del 2014. E sempre nello steso periodo la rotta mediterranea ha fatto segnare un meno 8,56 per cento sempre rispetto al 2014.
«Da una decina di giorni, inoltre - ha rimarcato ancora la Tittoni - stiamo assistendo a una ripresa di arrivi in Friuli, soprattutto dal valico italo-austriaco di Coccau. Ed è un flusso diverso da quello che si è verificato dallo scorso maggio fino ai primi giorni di settembre quando in Germania sono arrivati circa 400 mila profughi. Ora, la stessa Germania sta predisponendo controlli severi e tende a rimpatriare afghani e pakistani che necessariamente guardano al Fvg come porta d’ingresso verso l’Italia per non rischiare il rimpatrio».
E i dati - sono state ancora le sue parole - confermano che anche quelli che arrivano dalla Germania scelgono il Brennero per entrare in Italia, poi anzichè scendere verso sud, Lombardia in primis, puntano decisamente verso Gorizia, dove sanno essere operativa la Commissione per le richieste di asilo.
«Il paradosso - sono state ancora le sue parole - è che fino a settembre le forze di polizia erano costrette quasi a rincorrere i profughi per sottoporli ai controlli di rito, mentre adesso sono loro che ci rintracciano per avviare l’istanza di richiesta di asilo».
Difficile fare previsioni. Impossibile capire quanti saranno i profughi che nelle prossime settimane vorranno entrare in Fvg. «Molto - ha aggiunto la direttrice della polizia di frontiera - dipenderà da quello che accade in Germani, Austria e Slovenia. La chiusura, ma anche il ridimensionamento delle frontiere, potrebbe infatti creare un corridoio obbligato verso il Fvg. I costanti arrivi di questi ultimi giorni sono già un segnale. Le avvisaglie di questa nuova inversione della rotta balcanica ci sono tutte».
E vero che per adesso il fenomeno è ancora contenuto «perché 50-60 arrivi al giorno non spaventano ancora. Inoltre fintantochè la Germania perseguirà una politica di accoglienza, nonostante i controlli, finchè cioè esisterà questa valvola di sfogo verso il Nord Europa tutto può rimanere entro una cornice accettabile».
Tuttavia, la rete che la Slovenia sta predisponendo al confine con la Croazia, «ancorché servire a incanalare il flusso migratorio per meglio controllarlo e gestirlo, è decisamente un elemento di forte criticità. Le stesse autorità austriache ci hanno comunicato che il flusso migratorio ora guarda anche al Fvg. Ma fare previsioni certe è pressoché impossibile».
Intanto, la prefettura di Udine per bocca del vice prefetto vicario Gloria Sandra Allegretto, ha fatto sapere che le quattro prefetture del Fvg hanno chiesto al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, il rispetto dei parametri stabiliti per la ripartizione delle quote di migranti nelle varie regioni d’Italia. «In questo momento in Friuli Venezia Giulia - ha riferito - ci sono 3 mila 489 emigranti, esclusi però i minori.
Secondo gli accordi la nostra regione dovrebbe ospitare un numero pari al 2,19 per cento della popolazione che significherebbe 2.752 unità sul totale nazionale che è di 104 mila 512. È chiaro che abbiamo bisogno che la quota eccedente sia immediatamente riassorbita dalle altre regione. Anche perché nell’ultima settimana in Fvg sono arrivati 400 nuovi profughi (ieri altri 54 ndr) . E altri ne arriveranno».
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