Federcaccia insiste: "Un cane non è una persona e la sua uccisione non è un dramma"

Il caso di Adamas, il cane freddato a San Daniele. L’Oipa annuncia: manifestazione domenica. Ma è scontro con Federcaccia il cui presidente denuncia minacce e insulti

UDINE. Cacciatori e protezione animali ormai sono allo scontro. Verbale, ma pur sempre di scontro si tratta. Annunciando che in memoria di Adamas, il cane freddato domenica a San Daniele, l’Oipa sezione di Udine organizza, assieme alle sezioni di Trieste e Gorizia e ad altre associazioni animaliste quali Lac, Mai più soli onlus, Amici di Luna e Sam, Enpa Udine, Amici di Poldo), una manifestazione di protesta che si terrà a Udine in piazza San Giacomo domenica dalle 11 alle 13, il delegato Edoardo Valentini interviene rispondendo a Paolo Viezzi presidente Fvg di Federcaccia.

Quest’ultimo a sua volta ribadisce il concetto e annuncia di essere anche stato minacciato. «Un cane non è una persona – sottolinea Viezzi – e la sua uccisione non è il dramma che si è voluto dipingere: di questo sono profondamente convinto».

Da parte sua Valentini, per l’Organizzazione internazionale protezione animali, dice che «l’Oipa di Udine inorridisce di fronte alle dichiarazioni rese ieri da Viezzi. La legge italiana e il suo codice penale non prevede attenuanti nel caso di un reato, come l’uccisione o il maltrattamento, anche se viene commesso su un animale perché riconosce quest’ultimo come essere senziente e capace di provare dolore; non è chiaro dunque come si possa sminuire l’accaduto».

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Viezzi il giorno dopo interviene specificando che «l'intendimento non era quello di minimizzare il fatto ma di ricondurlo nell’ambito della corretta importanza in termini di disvalore sociale». E spiega ancora che in seguito al suo intervento «sono stato a vario titolo offeso, minacciato o deriso ovvero sono stati commessi dei reati nei miei confronti da alcuni soggetti che pretendendosi paladini della giustizia e della morale (in relazione agli animali) hanno violato senza alcun limite o educazione le regole ed i diritti degli uomini».

Secondo Viezzi, «il valore della vita di un animale è nell’immaginario collettivo di alcuni un valore più grande della vita di un uomo al punto da rivendicare la sopravvivenza di un cane augurando la morte di un individuo».

Da parte sua Valentini per l’Oipa ritiene di non credere che «Viezzi abbia facoltà e legittimità di decidere quali siano le vittime di serie A o B o C. E altrettanto sdegno proviamo per la dichiarazione riportata, sempre da Viezzi, sulla metratura a disposizione per la detenzione dei cani, troppo abbondante secondo lui, comparandola ai metri quadri previsti per un detenuto in carcere».

«Era impossibile che la tragica vicenda di Adamas – prosegue Valentini – non alimentasse la condizione di malcontento e disappunto nei confronti dell’attività venatoria. Infatti ciò che lamenta l’Oipa, sostenuta da svariate migliaia di cittadini, è la troppa libertà concessa ai cacciatori. Tali libertà di spazi, orari e movimento non tutela assolutamente i cittadini che si trovano a rischio ogni qual volta decidono di fare una passeggiata per i campi, magari in compagnia del proprio cane».

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Concludendo, Valentini specifica che la manifestazione di domenica «sarà assolutamente silenziosa e pacifica, priva di qualsiasi provocazione ma bensì con l’unico scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema e per ricordare Adamas, vittima innocente.

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