Cacciatore entra in un terreno e poi scappa sparando in aria

Invitano il cacciatore ad allontanarsi dalla loro proprietà. L’uomo, con passo spedito e senza rispondere, si nasconde in una boscaglia poco distante e, forse per intimorirli, spara un colpo

GONARS. Invitano il cacciatore ad allontanarsi dalla loro proprietà. L’uomo, con passo spedito e senza rispondere, si nasconde in una boscaglia poco distante e, forse per intimorirli, spara un colpo di fucile in aria. Brutta avventura, mercoledì, verso le 15, per una famiglia che abita all’interno del parco del fiume Corno.

«Un botto terrificante – si lamenta Luca, il capofamiglia –. Un colpo di fucile sparato a distanza ravvicinata, non più di dieci metri. Il cacciatore, che non siamo riusciti a vedere in faccia, è rimasto nascosto nel bosco, dopo essersi allontanato senza rivolgerci la parola. Con quello sparo credo volesse spaventarci».

L’accaduto è stato denunciato, ieri pomeriggio, ai carabinieri, che convocheranno il direttore della riserva di caccia per far luce sulla vicenda. «Abbiamo visto un uomo camminare poco distante dalla nostra recinzione – aggiunge il residente –. Gli abbiamo rivolto alcune domande ma si è allontanato come se nulla fosse. Poco dopo abbiamo udito lo sparo. Sembrerebbe un modo per intimidirci».

Un mese fa era successo un altro grave episodio. Protagonista sempre la stessa famiglia che, per poco, non era stata colpita da una raffica di pallini sparati da alcuni cacciatori. Alcuni di questi pallini si erano conficcati nella parete dell’abitazione, nelle grondaie e nelle finestre.

«Abbiamo paura, per noi e per le nostre figlie – dichiara Luca –. La situazione è diventata insostenibile. È un parco attrezzato e frequentato dalla gente, peraltro ospita esemplari di flora e fauna rarissimi. La caccia è concessa, in alcuni giorni e in alcune ore, ma in pochi rispettano il regolamento. Sparano anche di notte e non c’è nessuno che controlla. Pretendiamo di essere tutelati».

La convivenza con i cacciatori è diventata difficile. «Circa un mese fa – racconta la famiglia – eravamo in giardino, erano circa le 7.50 del mattino. Siamo stati “investiti” da una raffica di pallini. Si sono conficcati ovunque, perfino sulla facciata della casa. Abbiamo rischiato di essere feriti. I cacciatori sono scappati. Dovrebbero stare a 150 metri dalle case e sparare con le spalle rivolte verso le abitazioni. Questo non avviene. Fanno quello che vogliono».

Il vicedirettore della riserva, Roberto Ronutti, interpellato, risponde: «Non siamo delinquenti. I cacciatori sono le persone più controllate in assoluto. Sicuramente il clima attuale, soprattutto dopo l’uccisione del cane a San Daniele, non aiuta. La verità è che c’è, mai come in questo periodo, una certa ostilità nei confronti del mondo venatorio. Non c’è rispetto reciproco tra cacciatori e cittadini».

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