Aeroporto: bilancio ancora top secret, si dimette il vice di Dressi

RONCHI DEI LEGIONARI. Colpi di scena fino all’ultimo giorno per la tormentata gestione della società Aeroporto. Il cda si riunirà martedì prossimo, ma ancora sui “radar” dei consiglieri non c’è traccia dei dati di bilancio 2014. Inoltre pochi giorni fa sono arrivate, inaspettate, le dimissioni del vice presidente Adriano Ceccherini. Un quadro ingarbugliato, che fa di nuovo salire la tensione dei rapporti tra vertici dell’Aeroporto e Regione.
Il bilancio chiuso nei cassetti. Il dossier, a rigor di logica, deve essere pronto, visto che mancano quattro giorni alla sua discussione in consiglio di amministrazione. Eppure se pronto è, resta chiuso in qualche cassetto ben protetto, negli uffici dello scalo di Ronchi. «Abbiamo chiesto una copia - conferma la consigliera di nomina regionale Francesca Zennaro -, ma al momento non è arrivato nulla. C’è ancora qualche giorno prima del 31 marzo, però ci piacerebbe avere del tempo, e con me concorda anche il consigliere Zacchigna, per analizzare il bilancio in tutti i suoi aspetti».
Il presidente Sergio Dressi ha sempre ribadito che il disavanzo 2014 sarà inferiore al milione di euro e che mezzo milione è dovuto al contratto con la Croce rossa per il servizio di pronto soccorso all’interno dell’aerostazione, mentre il resto è figlio del cattivo andamento del traffico passeggeri, che ha fatto registrare nel 2014 un meno 13,7 per cento.
Però quelle erano dichiarazioni e adesso i membri del cda vogliono vedere nero su bianco le cifre. «Non ci risultano orientamenti diversi da quelli già prospettati - ammette ancora la consigliera Zennaro -. Il buco di bilancio dovrebbe essere inferiore al milione di euro. Aspettiamo però di studiarlo». La riunione del cda è fissata per martedì alle 11. Vi prenderanno parte Dressi, Oggianu e i consigieri di nomina regionale Zennaro e Zacchigna (subentrato al dimissionario Danese), che debutterà in cda, ma sarà anche l’unica riunione alla quale parteciperà.
L’assemblea con il socio unico, la Regione, è prevista per il 30 aprile. In quella data saranno resi noti i nomi dei nuovi amministratori, visto che il cda targato Dressi è in scadenza. Il rapporto tra il vulcanico presidente ex An e la giunta Serracchiani non è mai sbocciato. Anzi ha avuto momenti di crisi al calor bianco, con richieste di dimissioni reiterate e mai date. Ma anche Dressi, come ha già annunciato, non attenderà un momento per raccontare la sua versione dei fatti. Il 2 maggio, in una conferenza stampa, si toglierà divesi sassolini dalle scarpe.

L’addio di Ceccherini. Ufficialmente il vice presidente lascia per motivi di salute. L’imprenditore goriziano nel settore aeronautico e componente del cda in quota Lega, si è dimesso. Ha formalizzato la sua decisione il 18 marzo, non parteciperà al consiglio che dovrà approvare il bilancio. Aveva in programma un intervento ospedaliero e per questo ha accelerato la sua uscita di scena. Ma che Ceccherini fosse sull’Aventino da tempo, era noto anche ai sassi.
Non condivideva più gestione e metodi del presidente e del direttore generale Paolo Stradi, comprese alcune scelte strategiche. E nell’ultimo anno si sentiva anche emarginato, lui unico esperto di aeronautica dentro il consiglio. «Adesso non vorrei aggiungere altro - spiega confermando le dimissioni da un incarico che gli rendeva 35 mila euro lordi l’anno -, ma quando tutto sarà finito, quando l’assemblea darà i nomi dei nuovi amministratori e licenzierà il bilancio 2014, dirò anch’io qualcosa. E’ stato un periodo difficile, tante cose non sono andate come dovevano andare».
Un anno di polemiche. E’ dunque agli sgoccioli l’esperienza di Dressi & C. al vertice dell’Aeroporto. Esperienza caratterizzata da duri scontri con il socio unico, prima per la livrea di promozione turistica da un milione di euro su un Airbus Alitalia, poi sulla trasparenza degli emolumenti. Incerto pure il futuro del direttore generale Paolo Stradi, che era entrato nell’occhio del ciclone per il suo super stipendio (255 mila euro nel 2014), che si è autoridotto, almeno fino alla fine di aprile, rientrando nei limiti previsti dalla giunta per i massimi dirigenti regionali, cioè 150 mila euro. Non è detto che Stradi rimanga, bisognerà vedere quale sarà il progetto di chi guiderà la società.
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