«Troppo alluminio nella neve a Piancavallo»
Cosa ci fa una notevole quantità di alluminio (ben oltre il limite previsto dalla legge nella nella neve in quota a Piancavallo? Per i promotori del presidio “Stop scie chimiche” (presente in città, in via San Valentino) è il risultato di quello che particolari aerei rilasciano nell'atmosfera. Anche di questo s'è parlato nell'affollato incontro (oltre 200 persone all'hotel Santin) sul tema “Scie chimiche e geoingegneria: ci stanno avvelenando?”. Tra i relatori Tom Bosco, direttore della rivista Nexus, Walter Pansini (fondatore di Alister) e Giorgio Pattera (biologo).
Tornando alla neve, i promotori del presidio l'hanno prelevata in quota il 24 aprile scorso utilizzando le procedure previste per l'analisi (impiego di guanti e contenitori sterili acquisiti in farmacia, in un luogo lontano da strade, piste o alberi) e fatta analizzare. «Ma al laboratorio privato cui ci siamo rivolti abbiamo riferito trattarsi di acqua destinata al consumo umano, prelevata da un rubinetto del garage, altrimenti, se avessimo spiegato a cosa serviva, probabilmente ci sarebbero stati dei problemi nella refertazione».
Dunque, i risultati. L’alluminio è presente in 374 microgrammi per litro (con un limite massimo di legge di 200) e sono presenti anche quantità consistenti (comunque entro i limiti) di manganese, piombo nonché tracce di cadmio, cromo e rame.
«Risultati compatibili con la produzione di scie chimiche – sostiene il biologo Pattera –. L'acqua piovana “normale” potrebbe contenere polveri, batteri, funghi, ma se troviamo rame, alluminio, cadmio, piombo vuol dire che i nuclei di condensazione (basilari per la formazione delle nubi) sono stati disseminati da scie chimiche. Ora, si può controbattere che la neve non si beve. Ma una volta sciolta, scende nella falda freatica, si accumula e torna in circolazione. Ed entra nel nostro organismo».
E c'è di più. «L’accumulo di alluminio nel corpo umano funge da concausa nell’insorgenza dell'Alzheimer – continua Pattera – e negli ultimi sei anni, come riferisce l'Eco di Bergamo, i casi di Alzheimer sono decuplicati, con diminuzione dell'età».
Perché gli aerei dovrebbero emettere alluminio? «Tale irrorazione ricade nell’ambito di specifiche operazioni militari – riferisce Pattera –. L'alluminio è uno degli elementi che, ridotti in aerosol, viene utilizzato per favorire la propagazione delle onde elettromagnetiche (radar, radio, satellitari, sistemi di rilevamento missilistico)».
Questo e tutti gli altri composti vengono rilasciati dagli aerei, militari e non, mediante ugelli adeguatamente posizionati sui bordi alari oppure accoppiati al cono di scarico del motore. L’alluminio non si deposita subito, ma cade anche a chilometri di distanza e anche dopo molti giorni.
Dagli scopi militari si è passati a quelli di modificazione climatica. «La Monsanto – è la tesi di Pattera – ha brevettato una serie di sementi resistenti sia alla siccità che alla massiva presenza di alluminio nel suolo. La modificazione climatica indotta dalle scie chimiche avvantaggia la commercializzazione di produzioni Ogm».
Laura Venerus
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