Villa Manin, caccia ai tesori del passato tra antiquariato e vintage: allo Scrigno del doge oggetti rari e curiosità
Tra calamai dell'Ottocento, ceramiche e collezioni vintage: grande affluenza alla rassegna organizzata da Erpac e Regione Fvg nell'esedra della dimora dogale

Tra una saliera degli anni Quaranta e una zuppiera in ceramica, lo sguardo viene catturato da un antico astuccio portapenne con calamaio incorporato risalente al 1800 realizzato in ottone massiccio. E poi ecco, accanto a una collezione di libri di Dumas (edizioni 1850-1854), c’è un mini vocabolario tedesco-italiano e una statua in gesso di San Antonio di fine del diciannovesimo secolo.
Tra merletti, tappeti, vecchie stampe, statuine, bigiotteria, soprammobili dalle mille fattezze, sedie in vimini che raccontano storie di antiche conversazioni di fronte a tavolini in legno, lampade dallo stile barocco e portacandele affusolati. A ogni banchetto allestito, tra le arcate dell’Esedra e Piazza Tonda di villa Manin, una scoperta. Così lo Scrigno del doge, la rassegna di antiquariato, modernariato e vintage organizzata dalla Regione assieme a Erpac e in collaborazione con Aries – azienda in house della Camera di Commercio Venezia Giulia, diventa occasione per conoscere, scoprire, acquistare. «C’è molto interesse», racconta Maurizio Contursi di Majano che si è appassionato di mercatini oltre dieci anni fa partendo dai cd. Ha appena venduto una coppia di piccole ampolle per contenere l’estratto del profumo, «Amano molto gli oggetti piccoli, alcuni si fermano per chiedere informazioni, molti sono qui per fare una passeggiata in questo splendido posti, ma alcuni anche si fermano a comprare. Per me è sempre una bella occasione per confrontarmi, parlare con le persone».
Tra gli oggetti più venduti da Clara Barp e la figlia Sara ci sono le macchinine Ferrari che arrivano dal Cadore. «Piacciono molto anche gli anelli e le ceramiche», aggiungono, «Abbiamo iniziato a fare mercatini tre anni fa e dobbiamo dire che con il tempo la passione per questo hobby è aumentata».
Una passione che ad Antonietta Di Marco, di Gorizia, è stata trasmessa dal nonno che era antiquario. «Le cose che vendo sono quelle che mi piacciono», afferma, «a me piace il bello, che può essere un oggetto in argento, una bottiglia o un vaso. È un hobby a cui ormai mi dedico da oltre trentacinque anni e che mi piace ancora molto».
Mentre la carrozza porta i visitatori ad ammirare la dimora dogale, c’è chi compra un antico specchio da tavolo decorato.
La passeggiata continua tra servizi di piatti in porcellana, soldatini, copricapi militari, brocche, boccali, giornali, quadri, marche da bollo del 1880 e cartoline da oltreoceano. Pezzi unici, memorie del passato, ognuno con una storia. Pronta a continuare nelle case di chi, senza nascondere la soddisfazione, torna verso il parcheggio con il suo acquisto sotto braccio.
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