Piazza Costantini, il Risiko delle società

Un dedalo di nomi tra situazioni debitorie e difficoltà sul mercato immobiliare. E il quartiere resta prigioniero dei cantieri
FOTO MISSINATO - VEDUTA CANTIERE VIA SANTA CATERINA
FOTO MISSINATO - VEDUTA CANTIERE VIA SANTA CATERINA

Si trova nel cuore della città. Doveva essere il simbolo della riqualificazione urbana, invece rischia di rimanere un cantiere aperto. Perché i lavori dei due interventi immobiliari che dovevano cambiarne il volto (l’ex curia e Punto Cardinale) procedono a rilento e perché il tentativo di rilanciare il commercio – promuovendo attività di pregio – e il passaggio delle persone (anche con iniziative culturali e di attrazione) non decolla. Piazza Costantini è ferma al palo e chi vive e lavora in quest’area, chi ha scelto di rimanere e investire, inizia a credere che il sogno non si realizzi più.

Punto Cardinale. L’intervento immobiliare più importante, quello che è stato accompagnato da polemiche e scontri politici sul progetto ma che aveva l’ambizione di richiamare nuovi investimenti puntando su un’edilizia di pregio e di rivitalizzare l’ambito urbano, procede a rilento per difficoltà del mercato e di liquidità. La società titolare del progetto è la Acquazzurra srl di Verona, società che fino allo scorso anno era partecipata al 51%,02 per cento dalla Effequattro Srl e dalla Banca Popolare dell’Alto Adige al 49,98%. L’istituto di credito, stando all’elenco dei soci al 14 novembre scorso, risulta socio di maggioranza relativa: ha quote per 1,4 milioni di euro su un capitale sociale di 2,940. Seguono la Formaggioni Srl (664.233 euro), la First Srl (591.135,6 euro), la Zefi Srl (95717,40 euro), la Verona Uno Srl (88.073,40). Quote minori a Francesco Dolci (per 53196 euro) e Projekt Srl (7644 euro). Tutti i soci, a eccezione della banca, sono del Veronese. Il capitale sociale, contrariamente a quanto ipotizzato nell’ultima assemblea di bilancio, alla data del 14 novembre (ultima registrata da visura camerale) non risulta essere stato aumentato.

Le difficoltà. L’intervento immobiliare, pur se rivolto principalmente a un target di persone facoltose, non è stato risparmiato dalle difficoltà del settore. «Nell’esercizio trascorso non sono state realizzate vendite – recita sempre il bilancio, che fa riferimento allo scorso anno – per la grave crisi che ha colpito il settore immobiliare, ma anche perché le richieste che, pur sfociate in estenuanti trattative, non sono andate a buon fine, in quanto le controparti, forti del potere loro conferito dalla propria liquidità e dal fatto che il mercato dell’usato di 15-20 anni propone offerte con un delta di oltre il 50% rispetto al nostro nuovo, hanno inteso approfittare della situazione chiedendo sconti di prezzo di oltre il 20/25%, assolutamente inaccettabili». Nel corso dell’anno alcuni spazi sono stati venduti, ma il contesto economico è addirittura peggiorato rispetto al 2013.

Questione di liquidità. Sempre dal bilancio e dalla nota integrativa, emerge che l’ammontare complessivo dell’indebitamento di Acquazzurra verso le banche, a fine esercizio, era di 13 milioni di euro. «Un’ulteriore ragione di preoccupazione si è aggiunta dopo la chiusura dell’esercizio. E’ infatti pervenuta alla società – si legge – la comunicazione della Cassa di Risparmio del Veneto con la quale si annuncia la proroga dei fidi di soli 4 mesi», ovvero fino al 31 luglio. «Tanto pone alla società – si legge nel verbale d’assemblea – un grave e urgente problema che gli amministratori propongono di affrontare e risolvere chiedendo ai soci un aumento di capitale la cui entità, come espresso da nota integrativa, dovrebbe essere di poco più di 7 milioni di euro al fine di riuscire a coprire anche i costi necessari a terminare la costruzione dell’edificio».

L’ex curia. La sofferenza di Punto Cardinale non è isolata. Anche all’ex curia, dove pareva che i lavori potessero essere portati a termine, il cantiere è in stand by. L’immobile incompiuto ha come proprietario e committente la Palazzo Costantini srl, società con 20 mila euro di capitale sociale e che ha come socio unico la Antares BB Sro con sede in Slovacchia. Amministratore unico della Palazzo Costantini è (dal 22 febbraio 2011) Marco Fadalti.

I tentativi. Se questa è la situazione degli investitori privati, l’ente pubblico aveva annunciato – sia attraverso l’amministrazione comunale che Sviluppo e territorio – progetti per rilanciare quest’ambito urbano promuovendo tipologie merceologiche diverse e manifestazioni che richiamassero persone nella piazza. A oggi, fatta eccezione per la costituzione della zona a 30 kmh, piazza Costantini è rimasta quella dell’inizio dei cantieri. La piazza, che Punto Cardinale ha consegnato all’amministrazione mesi fa, viene utilizzata come punto di passaggio da chi vive e lavora in zona e di quei pochi clienti che le attività sono riuscite a trattenere nonostante i disagi degli ultimi anni, generati dalla crisi economica e dai cantieri permanenti.

Martina Milia

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