Libertà e amicizia “teen” nel romanzo di Bozzetti

laura pigani
Raccontare la gioventù lo ha sempre stuzzicato. Quel vortice difficile da arginare di emozioni contrastanti e vitalità adolescenziali. Sarà perché Fabrizio Bozzetti è anche un prof – e di “teen” se ne intende – che molti dei suoi soggetti cinematografici zoomano su sentimenti, amicizia e scuola. E da oggi lo sceneggiatore friul-milanese debutta anche in libreria, con il romanzo d’esordio “L’imprevedibile movimento dei sogni”, scritto con la sceneggiatrice e drammaturga Francesca Sangalli.
Il libro (288 pagine, 17 euro), edito da De Agostini per la collana DeA Planeta, nasce come soggetto per un film – ha vinto il Figari Film Fest per il cinema indipendente – e ragiona su malattia, prospettiva della morte, amicizia, rapporto con i genitori attraverso gli occhi della diciassettenne Isabella. Il romanzo, pensato soprattutto per un pubblico giovane, sarà presentato domani a Milano (alle 21, libreria Verso) e mercoledì 26 giugno a Udine (alle 18, libreria Moderna, interverrà con gli autori Antonella Sbuelz).
«È una storia che parla di crescita e di libertà – spiega Bozzetti, che con Sangalli lavora da una dozzina di anni – e si rivolge in particolare ai ragazzi di una fascia d’età compresa tra i 16 e i 24 anni». Isabella è una giovane atleta, che ambisce a diventare una tennista ai massimi livelli. Ma durante una gara sviene e si sveglia nel lettino di un ospedale, tra i monti, dove è stata ricoverata per accertamenti. Scopre di essere malata e l’istinto la porta a rifiutare questa situazione e a riprendersi la sua vita di prima. Poi si confronta con la compagna di stanza, Eleonora, che convive da anni con una rara patologia e che allevia divorando un libro dietro l’altro. Una ragazzina molto matura, ma iperprotetta dai genitori. A loro si aggiunge Daniela, esuberante e con uno strano tatuaggio sul collo, che porterà scompiglio e svelerà alle amiche i segreti di quell’ospedale prossimo alla chiusura. «C’è un richiamo al soprannaturale – argomenta Bozzetti –, che è una delle componenti costanti del genere “young adult”». Basti pensare alle saghe come Twilight. Per dare più forza al racconto, gli autori hanno scelto «di far parlare in prima persona Isabella, che affronta il proprio bagaglio di sogni e problemi da risolvere e li relaziona a quello delle amiche». Il linguaggio fresco e veloce, ma ricercato, fa girare una dopo l’altra le pagine per conoscere il finale, in una narrazione crossover che accenna anche allo spinoso tema dell’eutanasia. —
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