Udine, la Gran Loggia d’Italia si interroga sul passato e sul futuro della massoneria: convegno a palazzo Kechler
Domenica l'incontro promosso dalla Gran Loggia d’Italia degli Alam riunirà quattro relatori per ripercorrere la ricostruzione del dopoguerra, le vicende del Friuli e gli 80 anni della loggia udinese Pisacane

A Udine la storia incontra il presente in un appuntamento dedicato alla libera muratoria, al suo ruolo nella società e alle prospettive per il futuro. Domenica, a palazzo Kechler, la Gran Loggia d’Italia degli Alam, organizza un convegno che prenderà il via alle 10, con l’obiettivo di ripercorrere alcuni passaggi cruciali del secondo dopoguerra e riflettere sull’attualità della tradizione massonica.
Dal 1946 al 2026, ottant'anni di storia e riflessioni
Il filo conduttore dell'iniziativa sarà il collegamento ideale tra il 1946 e il 2026. Ottant'anni durante i quali sono cambiate profondamente la società italiana, la politica e le relazioni internazionali, ma che offrono ancora spunti di riflessione sul rapporto tra memoria storica e responsabilità nel presente.
L'intento degli organizzatori è fare tesoro della storia, delle tradizioni e della cultura per ricavare dal passato strumenti utili a interpretare il presente e guardare al futuro. Al centro del confronto ci saranno l'attualità della libera muratoria e il suo impegno nel miglioramento individuale e collettivo.
Le polemiche del dopoguerra e il rapporto con il passato
Tra gli interventi in programma quello di Valerio Perna, che affronterà una questione legata alla ricostituzione della Gran Loggia d’Italia nel secondo dopoguerra.
Il tema scelto è particolarmente significativo: «La Gran Loggia d’Italia in fase di ricostituzione fu accusata di compromissione con il passato regime. Era il caso di alimentare la polemica o di chiuderla? Tale quesito risulta ancora oggi pertinente nella vita politica».
Una riflessione che partirà dalle controversie del passato per arrivare a interrogarsi su dinamiche che continuano a caratterizzare il dibattito politico contemporaneo.
Il 1946, il referendum e le vicende del confine orientale
L'inquadramento storico dei primi anni del dopoguerra sarà affidato a Stefano Fava ed Enrico Folisi, con due approfondimenti dedicati alla ricostruzione dell'Italia e alle particolari vicende del territorio friulano.
Stefano Fava si concentrerà sul 1946 e sull'avvio della ricostruzione politica e morale del Paese, con particolare attenzione al referendum del 2 giugno, passaggio fondamentale nella nascita della Repubblica italiana.
Enrico Folisi allargherà invece lo sguardo al Friuli e a Udine, inserendo le vicende locali nel più ampio scenario della storia del confine orientale. Un periodo complesso, segnato da profondi cambiamenti politici, territoriali e sociali.
Tre esperienze massoniche tra Caraibi, Italia e Inghilterra
Il quarto contributo sarà quello di Maxine Gilhuys, che porterà al convegno la propria esperienza massonica maturata in tre realtà differenti: Caraibi, Italia e Inghilterra.
Il suo intervento offrirà quindi una prospettiva internazionale, mettendo a confronto esperienze e contesti diversi. Previsto anche un approfondimento sulla loggia Pisacane di Udine, che organizza l'appuntamento e che nel 2026 celebra un traguardo importante: gli 80 anni di attività.
Le conclusioni affidate al Gran Maestro Luciano Romoli
A chiudere i lavori sarà Luciano Romoli, Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia degli Alam.
Il convegno si propone così come un'occasione di confronto tra ricostruzione storica, identità massonica e prospettive future, in un percorso che parte dalle vicende del dopoguerra per arrivare alle questioni del presente.
Come partecipare al convegno
L'appuntamento è fissato per domenica alle 10 a palazzo Kechler, a Udine. Per informazioni e iscrizioni è possibile consultare il sito www.miricae.com.
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