Al via la Settimana Pasolini: inaugurata la nuova Academiuta per 31 studenti da tutta Europa
Il ritratto dello scrittore “giornalista polemista”, ma si parlerà anche dei film diretti dal poesta

La settimana pasoliniana, organizzata dal Centro Studi Pier Paolo Pasolini, è iniziata con la piccola cerimonia davanti alla tomba del poeta, nel cimitero di Casarsa, il 2 novembre, anniversario della sua morte, mentre la Procura di Roma rendeva nota la decisione di riaprire l’indagine sull’omicidio, avvenuto all'Idroscalo di Ostia nel 1975.
La voce di Pasolini continua a smuovere, grazie anche a iniziative significative come quelle che stanno animando queste giornate, in cui il pensiero dell’intellettuale viene restituito al confronto vivo con il suo tempo e con il nostro.
È stata inaugurata a Palazzo Burovich, con il tema “Pasolini giornalista polemista”, la nuova edizione della scuola di alta formazione del Centro Studi, che, da quest’anno, prende il nome di «Academiuta Pasolini», in omaggio alla piccola accademia fondata dal giovane poeta nella terra materna.
Curata da Roberto Carnero, la nuova Academiuta accoglie 31 giovani universitari provenienti da diverse parti d’Europa. Il progetto ripercorre la produzione pubblicistica: le collaborazioni giovanili ai “Dialoghi con Pasolini” su “Vie Nuove”, gli interventi per il “Corriere della Sera”, gli “Scritti corsari”, le “Lettere luterane”. È il Pasolini che, attraverso i giornali, sfidava il conformismo, denunciava le trasformazioni della società e rivendicava la libertà di pensare controcorrente.
A rappresentare l’iniziativa, un disegno originale di Davide Toffolo, fumettista e musicista, frontman dei “Tre allegri ragazzi morti”, che per l’immagine della nuova Academiuta ha scelto una frase tratta da “Uccellacci e uccellini”: «I maestri sono fatti per essere mangiati». Un invito a non considerare i maestri figure intoccabili, ma a confrontarsi con loro, fino a farli propri e superarli.
«I miei segni si sono spesso avvicinati a Pasolini – ha raccontato Toffolo spiegando il disegno –. Il corvo, che rappresenta l’intellettuale marxista, viene mangiato dai due protagonisti. È quello che accade a ogni allievo: si entra in relazione con i maestri, anche in modo cannibalico, e si vede che cosa nasce dall’incontro».
L’immagine restituisce lo spirito dell’Academiuta, che ha rinnovato la propria formula rafforzando il dialogo con le nuove generazioni. «Vogliamo che sia un’occasione di confronto con i giovani attraverso la parola di Pasolini», ha sottolineato il presidente Marco Salvadori, alla presenza dell’assessora del Comune di Casarsa, Paola Zia, che ha ribadito la volontà dell’amministrazione di collaborare con il Centro Studi valorizzando la rilevanza territoriale, nazionale e internazionale di Pasolini.
La sua attualità è stata contestualizzata dal curatore Carnero: «Negli anni Settanta, Pasolini individuava nella televisione uno strumento di potere, capace di imporre un pensiero unico. Oggi è cambiato il mezzo, ma non i meccanismi di condizionamento. La rete appare più democratica e orizzontale, perché tutti possono esprimersi, ma nasconde forme di influenza più sottili. Pensiamo al peso degli influencer e delle dinamiche dei social. Le osservazioni di Pasolini sulla televisione si possono applicare anche a questi nuovi centri di trasmissione del pensiero».
Venerdì 6, nella Sala Pasolini di Palazzo di Toppo Wassermann dell’Università di Udine (dalle 9.30) e il 7 a Palazzo Burovich a Casarsa (dalle 9.30), sarà la volta del convegno internazionale di studi “Pasolini e il Novecento. Atlante delle scritture e delle arti a fine secolo”, curato dal critico letterario e saggista Massimo Raffaeli. Una sorta di mappa delle relazioni attraverso le quali si è costruita una stagione decisiva della cultura italiana: amicizie, confronti, influenze reciproche e distanze, dalla letteratura al cinema. Una straordinaria costellazione di incontri: Moravia, Gadda, Bassani, ma soprattutto il cinema di Fellini, Visconti e Bertolucci. Tra i protagonisti, Roberto Chiesi, dell’Archivio Pasolini della Cineteca di Bologna, e Fabien Gérard, per molti anni stretto collaboratore e aiuto regista di Bernardo Bertolucci. Due sguardi privilegiati per raccontare una stagione irripetibile del cinema italiano.
Le due iniziative, l’Academiuta e il convegno, si inseriscono nel rafforzamento della rete scientifica del Centro Studi, che negli ultimi mesi ha sottoscritto oltre venti convenzioni con università italiane e straniere, promuovendo un confronto internazionale che, partendo da ciò che Pasolini ha rappresentato nel Novecento, si interroghi sul perché le sue domande continuino a interpellare il presente.
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