La Rai si apre al friulano: docufilm sui nuovi artisti

UDINE. L’Arlef apre al progetto Int/Art, una serie di documentari in cui l’identità linguistica viene cantata e suonata da artisti friulani emergenti. Realizzata dal regista Dorino Minigutti, sarà trasmessa dalla Rai regionale a partire da domenica. Ma la vera notizia è che, per la prima volta, la stessa Rai, ieri presente alla conferenza di presentazione in sala Modotti nl palazzo della Regione a Udine con il suo direttore regionale Guido Corso e la capostruttura delle programmazioni in lingua italiana Gioia Meloni, si è apertamente esposta a favore di un ampliamento della programmazione in lingua friulana.
«Non ci sono novità, al momento, rispetto all’implementazione dell’uso del friulano, ma speriamo tutti che dalle 90 ore dedicate all’anno attraverso la radio, si possa aumentare quello che noi consideriamo un vero servizio pubblico, ovvero – ha dichiarato Corso – quello di tutelare e diffondere la lingua friulana tramite la televisione. Anche se non fa parte della convenzione, noi introduciamo comunque delle produzioni quando riteniamo siano di valore, ed è questo il caso».
Sulla stessa linea di pensiero Paolo Vidali, direttore del Fondo Audiovisivo del Fvg. «I progetti in lingua friulana partono svantaggiati rispetto al Fondo, perché non vogliamo che questa lingua sia messa in una sorta di riserva indiana. Deve avere le stesse caratteristiche artistiche e tecniche dei progetti audiovisivi in italiano. In questo caso – ha ammesso Vidali – il comitato tecnico ha deciso che rappresentare la realtà artistica giovanile in un contesto internazionale fosse un’idea meritevole di finanziamento».
L’idea è nata nel 2015 quando la Regione Fvg, ieri rappresentata dal consigliere Vincenzo Martines, «ha affidato i pochi fondi a disposizione per la tutela del friulano in ambito culturale all’Arlef». L’Agenzia regionale per la lingua friulana ha così messo in piedi un bando, vinto poi dalla società Agherose di Minigutti, per la valorizzazione dell’identità dei giovani artisti regionali.
Il progetto si articola in tre serie da cinque puntate (di 13 minuti ciascuna) che toccheranno musica, arti visive, scrittura, teatro e danza La prima serie ha come protagonisti i musicisti delle ultime generazioni, che spaziano dal virtuosismo esecutivo all’originalità dei testi...
«I punti di forza di questi documentari – ha confermato Lorenzo Fabbro, presidente dell’Agenzia – sono la contemporaneità dei temi e delle storie raccontate, con al centro giovani, creatività e territorio». La chiave sta nell’internazionalità del progetto, pensato non per essere divulgato solo in regione, ma diffuso in ambito europeo così come succede alle produzioni legate a Suns Europe. «Anche il titolo, nato da un’idea del coautore Giorgio Cantoni – ha raccontato il regista Dorino Minigutti – non è legato necessariamente a un’espressione artistica locale, ma tramite il gioco di parole “int” che sta per “gente” in friulano, ma anche per “internazionale” abbiamo voluto dargli un respiro più ampio. Per noi è stato interessante – ha proseguito Minigutti - osservare il rapporto che lega la produzione di un artista con la sua lingua madre… non solo una relazione basata sulle parole, ma un legame intenso che paradossalmente possiamo trovare anche nell’assolo di un batterista jazz».
Partirà dunque domenica 12 alle 10.35 la messa in onda della prima parte della miniserie (nell’articolo qui a fianco diamo tutti i dettagli delle programmazioni), con la prima puntata dedicata ai cantanti Dek Ill Ceesa ed Elsa Martin. A seguire altre quattro episodi dedicati ad altri musicisti regionali.
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