Toni Zanussi e l’arte per le parole di Turoldo

L’artista di Stella di Tarcento a Pordenone con un ciclo di opere sulla predicazione di padre David
Di Laura Venerus

Nella sua vita, padre David Maria Turoldo è stata una figura importante e influente e questo lo si evince anche dalla sua arte: Toni Zanussi lo ha conosciuto alla fine degli anni Settanta e per una sua mostra gli ha realizzato un testo profondo e appassionato.

Ora l’artista di Stella di Tarcento propone, a cent’anni dalla nascita del poeta di Coderno, una mostra dal titolo “Dipingo le sue parole” che sarà inaugurata oggi alle 17 al Teatro Verdi di Pordenone e potrà essere visitata fino al 6 febbraio 2017.

Con questa esposizione – che comprende una trentina di quadri realizzati con tecnica mista e alcune installazioni in legno e carta – Toni Zanussi, pittore friulano che festeggia 40 anni di ininterrotta attività artistica in Italia e all’estero, porta per la prima volta in un teatro la sua arte, sempre declinata con rigore ed eleganza e allo stesso tempo capace di trasmettere il suo impegno civile, il riscatto per gli umili della Terra. Gli ultimi, come direbbe padre David che Zanussi ha avuto il privilegio di conoscere

Nel settembre del 1979 Turoldo scrisse infatti un personale messaggio augurale per una mostra del giovane amico artista. I due si erano conosciuti nel 1978 nel chiostro delle Grazie a Udine e di fatto iniziarono un lungo scambio di messaggi e di condivisioni. «Pittura che illumina – così sottolineava Turoldo – e ti aiuta a guardare nel caos delle forme, nel fitto buio dell’esistenza, alla ricerca di segni di salvezza».

«Turoldo costituiva una linea guida di vita, una carica spirituale – ha sottolineato Zanussi che è stato, tra l’altro, socio fondatore dell’associazione Turoldo assieme a don Nicolino Borgo –. Un grande intellettuale e un punto di riferimento fondamentale. L’incontro con Turoldo mi ha aperto alla via della conoscenza: lui aveva una carica e un carisma unici, impregnati di religiosità e impegno sociale».

Dunque l’arte per Toni Zanussi è soprattutto linguaggio e metodologia per esprimere il suo impegno civile e non a caso l’opera che forse riassume in modo più completo la ricerca di Zanussi è la “Tenda per la pace” che l’Università di Udine ospita già da alcuni anni negli spazi del campus scientifico dei Rizzi. Ma non solo: Zanussi ha anche realizzato l’installazione della “Porta di Baghdad”, sempre a Udine, al parco scientifico Danieli, simbolo della sofferenza evidenziata anche dalla lastra di ferro crivellata di colpi.

«Sono curioso e per me il recupero degli elementi di scarto industriale diventa opera d’arte», ha affermato Zanussi.

L’artista, come egli stesso confida, ha avuto un percorso di vita duro, un’infanzia difficile che l’ha costretto a fare i conti con il mondo fin da giovane: a 16 anni era imbarcato nelle navi da crociera. E come spesso accade, l’arte di arrangiarsi conduce anche a fare incontri determinanti per la propria vita.

E così, nella vita come nell’arte, Toni Zanussi ha tratto varie ispirazioni: da Gillo Dorfles a Duccio Trombadori (noto critico d’arte che sarà presente alla vernice assieme a monsignor Borgo e al vicepresidente della Regione, Sergio Bolzonello), da Toni Capuozzo a Pino Roveredo, solo per citarne alcuni.

Il bel catalogo, che riporta il testo originale che nel 1979 Turoldo dedicò a Toni, è stato curato da Dino Durigatto.

«Nel nome di un’arte impegnata e solidale – ha concluso il presidente del comunale, Giovanni Lessio – il Teatro ha scelto dunque di ospitare e sostenere la mostra di Toni Zanussi e l’invito, attraverso le sue opere, a raccogliere le sfide di coraggiosa militanza civile che padre Turoldo ci ha lanciato».

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