E ora Dante si legge in marilenghe

UDINE. La divina lingua di Dante, diventa marilenghe, in "La divine comedie" (Kappavu edizioni). Inferno, Purgatorio e Paradiso si fanno Infier, Purgatori e Paradîs, grazie ad Aurelio Venuti, impegnato per oltre dieci anni, in un lavoro di traduzione che ha l'obiettivo di preservare le finezze delle sfumature della poesia, senza intaccare la struttura metrica che è tutt'uno con la sostanza spirituale dell'opera dantesca. La pubblicazione, presentata ieri a palazzo Belgrado, presenti l’assessore provinciale alla cultura, Francesca Musto, Alessandro Ceschia Silvana Schiavi Fachin, Marco Stolfo (per l’Arlef, Agenzia regionale per la lingua friulana), la direttrice della casa editrice Kappavu, Alessandra Kersevan e lo stesso traduttore. Un’impresa la traduzione, visto che il testo è monumentalmente impegnativo. «Il sommo Dante fonde elementi biblici, miti e storie - ha spiegato Venuti. Per tradurre un poeta di dimensione universale bisogna tentare di identificarsi con lui, cercare di calarsi nella sua realtà e nella sua anima. Perché ho fatto questa traduzione? Mi piaceva la metrica e il suo insegnamento morale e civile tutt'ora attuali. Leopardi diceva: “Solo un poeta può tradurre un poeta”. Io non sono né poeta né traduttore. Sono un lettore. “Basta togliere a un verso di Omero parole apparentemente prive di rilievo per privarlo di tutto il sapore e renderlo un ramo senza foglie”, scriveva ancora il poeta di Recanati. Io ho tenuto fermo questo monito, quando mi sono accostato all’opera. Ogni accento, ogni rima, ogni parola su quasi 15 mila versi sono passati sotto la lente di ingrandimento. Mi sono messo nella prospettiva dantesca, chiedendomi cosa avrebbe fatto il poeta. Ho tradotto come se l'Alighieri fosse stato di madrelingua friulana». Nei tre volumi presentati il lettore ha a disposizione il testo originale a fronte per apprezzare nello stesso tempo la lingua di Dante e le possibilità espressive del friulano. In allegato verrà apprezzato anche un cd con la lettura da parte del traduttore di alcuni canti, arricchita dalle musiche di Alessio Velliscig, eseguite con il violoncello da Antonio Merici, presente ieri.
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