Magrelli: «Alex de la Iglesia è il cinema spregiudicato»

GORIZIA. «Non deve sorprendere che l’Amidei, da sempre votato alla scrittura cinematografica, abbia deciso di conferire il Premio opera d’autore a un regista che è un circumnavigatore di storie e di...
Di Emanuela Masseria
Entrega del Premio Nacional de Cinematografía a Álex de la Iglesia.
Entrega del Premio Nacional de Cinematografía a Álex de la Iglesia.

GORIZIA. «Non deve sorprendere che l’Amidei, da sempre votato alla scrittura cinematografica, abbia deciso di conferire il Premio opera d’autore a un regista che è un circumnavigatore di storie e di generi. È una scelta senza dubbio felice quella di premiare Alex de la Iglesia e il suo declinare tante ossessioni narrative tenendo sempre bene a mente le tante storie del cinema».

Così ha commentato la giornata di oggi Enrico Magrelli, voce storica della trasmissione radiofonica di Radio3, Hollywood Party, che questo pomeriggio alle 18, al Kinemax di Gorizia, consegnerà il Premio all’opera d’autore al celebre regista spagnolo con le seguenti motivazioni: «Sperimentatore capace di incursioni spregiudicate nei più diversi generi e linguaggi e nel contempo autore che persegue un preciso percorso intellettuale e artistico; esploratore coinvolto nelle regioni dei sentimenti e osservatore attento del mondo contemporaneo; creatore di visioni, invenzioni, provocazioni; autore di un mondo originalissimo, insieme colorato e nero: un universo ricco di omaggi cinefili, riflessioni penetranti ed emozioni che non lasciano mai indifferenti». Álex de la Iglesia, novità di ieri, sarà accompagnato dall’attrice Carolina Bang, protagonista dei suoi ultimi film.

Magrelli invece ritorna all’Amidei, dopo un anno esatto e in una veste nuova, anche per partecipare alla tavola rotonda “Passione, cinefilia e ironia: il cinema di Álex de la Iglesia”. Nel 2014, anno in cui ricorreva il ventesimo anno di Hollywood party, Magrelli ritirò infatti il Premio alla cultura cinematografica attribuito alla trasmissione radiofonica per la promozione della settima arte in ogni suo aspetto, a partire dalla capacità di coniugare intrattenimento di qualità e informazione grazie a un format originale ed efficace, con la competenza e l’acume critico delle molte voci che si sono succedute negli anni ai microfoni radiofonici.

Tornando alla star del festival 2015, de la Iglesia, possiamo anticipare che fino al 16 gli sarà dedicata una retrospettiva integrale ma anche la prima monografia italiana su di lui, che verrà presentata in anteprima al Premio Amidei. Si intitola “Streghe, pagliacci, mutanti, il cinema di Alex de la Iglesia”, è firmata da Sara Martin e editata da Mimesis (Milano-Udine). L’autrice è dottore di ricerca e assegnista all’Università degli studi di Udine dove insegna Storia e tecnica della televisione e dei nuovi media al Dams. Martin è anche caporedattore del semestrale Cinergie. Il cinema e le altre arti, membro del comitato scientifico - organizzativo di Filmforum e autrice di saggi e articoli su volumi e riviste nazionali e internazionali. Il libro è pubblicato in occasione della consegna del Premio all’opera d’autore e si propone, attraverso un percorso biografico, un’indagine sui luoghi, sulle maschere e sulle atmosfere che abitano i film del regista e le analisi delle sue opere cinematografiche, televisive, video-ludiche e narrative. Lo scopo di questo lavoro è anche quello di informare il lettore su un personaggio poco noto in Italia nonostante la sua riconosciuta carriera internazionale. Il suo cinema è considerato un caso pressoché unico, intriso di aspro cinismo, di domande sul senso profondo del mondo e delle cose, capace – come pochi altri – di raccontare un universo che si tinge di nero e del vermiglio di cui è fatto il sangue, facendo sempre divertire lo spettatore.

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