Girando per Roma in scooter con Gloria suora di clausura

E Suor Maria Gloria Riva, dell’ordine dell’Adorazione Perpetua di clausura, salta sullo scooter come una Maria Gloria teenager qualunque. Casco ben legato, abito sciolto. Bianco con inserti rossi. Inusuale mezzo per una religiosa, tanto più che nel monastero, lei e le consorelle, vivono solitamente dietro le sbarre. Si possono ottenere premessi, però, un pacchetto di bonus per uscire dall’isolamento è previsto.
La fuga per le vie di Roma è stata architettata da Ferdinando Vicentini Orgnani, regista udinese che spesso ama divagare dai lungometraggi. L’ultimo è Vinodentro. Nei gap cinematografici Ferdi gira per il globo e filma. Le vacanze romane della suora e del pilota friulano rientravano nel progetto Nel segno del bene comune, sulla dottrina sociale della chiesa, operina in celluloide commissionata da Cinecittà-Luce un paio d’anni fa.
«A volte le improvvisazioni ti danno più carica e feedback di certe lungaggini cinematografiche», spiega il filmaker e produttore. «Leggo dell’assalto al Papa di certe scatenate suorine. Cerco e trovo il video commentato live dal cardinale, uno spasso. Luciana Littizzetto è lesta nell’arpionare la storia guarnendola da par suo. “Non si capisce - spara Luciana - se è la prima volta che vedono il Papa o la prima volta che vedono un uomo”. E parte la rumba sui social. Ci ragiono con Paolo Fresu, una sera a Cagliari: tiriamo fuori quella sequenza, la rimontiamo, ci mettiamo sopra una musica tua, dico a Paolo, e via sul web, giusto per vedere l’effetto che fa, eh?». Parte l’operazione ritmata da Another Road to Timbuktu.
Una mitragliata di clic. A ieri sera oltre 25 mila sul sito di Repubblica.it.
Tutto molto bello, diceva Pizzul. Sì, ma perché proprio Maria Gloria Riva? C’interessa conoscere il retroscena, Vicentini.
«È una storia che pare inventata. Rispondo al cellulare. “Sono una monaca e vivo nel monastero di Monza”, dice. Che razza di scherzo è? Rido. Lei ride. Sembrerebbe finita così. Invece la commessa è ben precisa. Mi chiede se mi andrebbe di girare una biopic sulla fondatrice dell’ordine. Ci incontriamo e vien fuori un’amicizia, non il film, però. Avevamo idee discordi. Comunque la butto lì sul giro in scooter. Che ne dice? Suor Gloria mi sembra incuriosita e accetta. Ecco, tutto qui».
Viene da evocare Gregory Peck e Audrey Hepburn di Vacanze Romane. Un’accelerata davanti al Colosseo e un giretto a Piazza Venezia. Altri percorsi per Ferdinando e Gloria, un po’ più pii. Santa Croce in Gerusalemme, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore. «Con arrivo di tappa a San Pietro. E ci ferma la polizia. Ho aspettato una vita per tirar fuori dalla tasca la famosa “Siamo in missione per conto di Dio”, John Belushi dixit nel mitologico Blues Brothers. Piglio fiato (e coraggio) e la dico. Il signore in divisa mi guarda perplesso. E i suoi occhi parlano. Cerco di tradurre: «Ao, a matto, ’mo te sbatto dentro». Si limita a chiederci i documenti. Con (suo) grande dispiacere deve rassegnarsi al fatto di trovarsi di fronte un regista e una suora di clausura assolutamente veri. Nel frattempo il cameraman Federico Annichiarico, che riprendeva dal taxi, pensa bene di svignarsela col girato. Vuoi mai».
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