I dieci eventi da ricordare, ma i 2Cellos meritano l’oro

Il tipico refresh di fine dicembre, vuoi mai che la memoria si perda qualche pezzo del mosaico. Un intervento utile a ricaricare un anno, musicale nel caso, e accantonarlo con la consapevolezza della sostanza complessiva. I grandi esodi, a parte quelli turistici agostani, avvengono ormai solamente per i concerti delle very very big star. Un ottimo sistema per scuotere l’economia ferma che qui in Friuli gode sempre di intriganti sequel.
Non vuol essere questa una hit parade 2014, piuttosto un Bignami per ricordare i momenti da sotto palco per qualche migliaio di voi.
Be’, vi va se partiamo dai Pearl Jam? Domenica 22 giugno, stadio Nereo Rocco di Trieste. Tre ore di adrenalinico rock sganciato da Eddie Vedder e soci per trentamila anime comprensibilmente eccitate.
Ora, senza seguire il calendario, andiamo a trovare virtualmente l’amico Ligabue, un paio di visite friulane. Una più intima, il 4 aprile, al palasport di Latisana e l’altra fracassona il 6 settembre a Trieste. Due facce dello stesso Mondovisione tour.
Ventisette giugno. Nell’area concerti di Grotta Gigante, in compagnia di quattordici mila fan, Manu Chao libera tutto il potenziale della sua world music, onora al meglio il tour La Ventura, nell’unica tappa del Nord Est, e rilascia fragranze latinoamericane.
Dal parigino a trazione folk alla sacerdotessa di Chicago Patti Smith. Roba fresca, appena passata. Cinque dicembre, Giovanni da Udine. Biglietti bruciati in un giro di do. Un patrimonio, il suo, che ha contribuito a segnare la storia della musica. Patti è generosa, non trattiene bensì distribuisce. La conferma? L’incontro Music for you(th) al liceo Percoto di Udine, contact genuino dall’alto numero di credits, ben più di una lezione qualunque col libro sotto il naso.
E Franz Ferdinand? Scoccava il 31 luglio lassù sul colle del castello. Ce n’erano tremilacinquecento di spettatori con vista total su Udine, saliti in processione per la band scozzese dal gusto tipicamente indie. Ne è valsa la pena, o no? Ascoltare live Right Words, Right Thought Right Action non ha prezzo, per tutto il resto c’è un banale cd.
Ora palleggeremo in modo armonico fra l’Arena Alpe Adria di Lignano e Piazza Grande di Palmanova, location accoglienti per due gruppi di griffe: I Simple Mind, il 29 luglio, hanno scelto il mare, mentre i Negramaro, il 15, il fascino della fortezza. Jim Kerr ha alleggerito il fastidio della pioggia estiva con i timbri noti di un gruppo che di milioni di dischi in carriera ne ha venduti sessanta. I salentini di Un amore così grande tour si sono insediati nel bel mezzo delle nove punte sganciando oltre due ore di rock italiano nei modi di Giuliano Sangiorgi.
Non vi sarete mica persi i 2Cellos la sera del 15 dicembre? Ahia, peccato davvero. Chi c’era sa. Un’energia rara da acchiappare dentro il Giovannone, tempio del teatro e della musica cosiddetta colta. Altra vitalità, senza nulla sottrarre alla più composta magnificenza della classica. Raramente si balla in platea o sugli anelli in quota. Stavolta sì, cribbio. ’Sti due croati Stjepan e Luka - con Dusan a pestare sulla grancassa della batteria - hanno dell’incredibile, usano il violoncello con la forza del pop conservando l’eleganza del suono. Spiace per gli altri, ma questi li sbattiamo sul podio: medaglia d’oro 2014.
Con un’atmosfera opposta, quasi religiosa, mettiamo il the end alla rassegna di casa con Remo Anzovino, compositore/pianista di alto lignaggio e, alla bisogna, pure avvocato penalista di un certa grinta. Tranquilli, non ci lasciamo coinvolgere dal becero campanilismo, Remo è davvero un personaggio che spacca. Be’, inventarsi un concerto di piano solo il 10 agosto al Rifugio Gilberti (1.850) non è da tutti. L’hanno seguito in mille. Un’operazione garibaldina, diremmo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








