E al poeta carnico risponde la Regina d’Inghilterra: ecco la lettera

MOGGIO UDINESE. Il progetto letterario di Emanuele Franz - ovvero dedicare un premio a chi onora la causa pur senza avere un background accademico - ha ricevuto subito prestigiosi feedback. Possiamo dire inaspettati? Se non altro per l’alto lignaggio dei firmatari. Nientemeno che Claudio Magris e persino la Regina Elisabetta II d'Inghilterra. E Franz si ritrova nella buca delle lettere della sua casa di Moggio una busta marchiata Buckingham Palace. Franz è un filosofo, uno scrittore e un poeta ma soprattutto è il responsabile della Audax Editrice che ha fondato nel 2008.
Da diverso tempo l’intellettuale friulano sta contattando protagonisti del mondo della cultura per ottenere l'appoggio a un Premio Letterario che vuole lanciare il prossimo anno. E proprio ieri Franz ha postato con soddisfazione sulla sua pagina Facebook la foto della regal busta londinese sottoscritta dalla Senior Correspondence Office della Sovrana, Sonia Bonici.
«Il mio obiettivo - ha spiegato Emanuele Franz - è organizzare una Premio Letterario “indirizzato” a quelle persone che non hanno una preparazione accademica ufficiale, ma che ugualmente producono opere di valore e importanti per la ricerca. Nella sua missiva, la Regina Elisabetta ha espresso apprezzamento tanto per l'iniziativa, quanto per l'attività della mia casa editrice».
Da quando nel 2008 Franz ha dato l’abbrivio all’Audax Editrice, ha sempre caratterizzato le sue pubblicazioni con la rara particolarità di essere cucite a mano: fino a oggi l'Audax ha pubblicato una quindicina di libri, tra cui alcuni dello stesso Franz come “Dalla Siberia alla Cina. Diario di viaggio”, uscito l'anno scorso, il poema in endecasillabi “Il Risveglio di Gregorio”, la raccolta di versi “Proteo Liberato”, saggi filosofici e libri sulla montagna come “Il monte Nous” (che ha ricevuto anche l'apprezzamento di Reinhold Messner) accanto a opere di altri autori: “Chopin, il poeta al pianoforte” di Alessio Screm, “Il metodo Chopin” di Francesco Gioia-Giovanni Canciani, e “Sulla via dell'uomo” di Ugo Morocutti.
«Non c’è alcuna volontà - spiega Franz - di mettere in discussione l'Università, per carità. Il significato dell’operazione è un altro. Il mio messaggio è finalizzato alla ricerca. Spesso capita di imbattersi in un talento puro, che per ragioni sue non ha potuto studiare. Non nè mai troppo tardi, per usare una frase nota».
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