Zaniolo part time: il numero 10 ispira l’Udinese ma Runjaic l’ha sostituito 13 volte

Spesso esce dopo un’ora di gioco, dopo aver dato il meglio: decisione che solleva perplessità perché la stella bianconera è una pedina che determina spesso le fortune della squadra

Pietro Oleotto
Zaniolo esulta assieme a Davis dopo il gol del momentaneo 2-0 contro l’Atalanta (foto Petrussi)
Zaniolo esulta assieme a Davis dopo il gol del momentaneo 2-0 contro l’Atalanta (foto Petrussi)

Ha ragione Runjaic, forte di una salvezza già praticamente in cassaforte, o è nel giusto chi sottolinea che, anche a Bergamo, con la squadra in vantaggio di due gol, è stato un errore far uscire dal campo Nicolò Zaniolo già al minuto numero 62? Non si tratta di una scelta casuale, quella di togliere il numero 10 bianconero dal campo poco dopo l’ora di gioco, nel quadro di una gestione del giocatore part time che solleva perplessità da parte di chi segue abitualmente l’Udinese, visto che si tratta di una pedina che determina spesso le fortune della squadra incidendo sul risultato.

Prendete, per esempio, proprio la partita contro l’Atalanta: il corner sul quale la Zebretta è andata in vantaggio è arrivato grazie a un traversone di Zaniolo, messo fuori da un difensore nerazzurro, non solo, è stato lo stesso Zaniolo a calciare l’angolo sul quale si è avventato Kristensen per l’1-0. Il raddoppio nella ripresa ancora una volta è stato propiziato da Nicolò che ha affondato il colpo sulla sinistra per centrare, da lì è nata la rete di Davis.

Dopo pochi minuti la sostituzione con Atta che ha altre caratteristiche e un impatto fisico decisamente diverso.

È stato un cambio affrettato? Il dubbio è lecito. Di sicuro il tecnico tedesco non si fida molto della tenuta di Zaniolo (e anche di quella del “gemello” Davis), tanto che l’ha sostituito 13 volte, soprattutto tra il 60’ e il 75’. A livello di medie, il numero 10 gioca 68 minuti a partita ma curiosamente tende a dare il meglio di sè tra il 55’ e il 65’, come testimoniano, oltre le giocate per la squadra, anche le finalizzazioni, tre delle quali sono arrivate dopo l’ora di gioco: contro il Lecce in casa, quando segnò al 58’, un minuto prima di uscire, a Torino, quando siglò il raddoppio e uscì dal campo, e col Pisa, quando segnò e fu sostituito nello stesso minuto.

A questo punto due sono le ipotesi: o Runjaic lo cambia per tutelare il suo prezioso 10 o lo fa per una sorta di “riflesso trapattoniano”, per difendere il vantaggio. Sabato contro la Juventus andrà in scena un altro part time “spinto”.

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