Vingegaard pronto al debutto al Giro d’Italia 2026: il danese punta alla maglia rosa

Ufficiale la presenza del campione danese alla corsa rosa di quest'anno: dopo Tour e Vuelta, caccia alla tripla corona

Antonio Simeoli

Era nell’aria, i rumors che arrivavano dall’entourage del corridore danese erano eloquenti, e ieri, poco prima delle 14, è arrivata l’ufficialità: Jonas Vingegaard parteciperà al prossimo Giro d’Itaia che partirà il 9 maggio dalla Bulgaria e si concluderà il 31 a Roma con la terzultima e penultima tappa sulle montagne del Nord Est che decideranno la classifica.

Il 29enne danese, che ha già vinto due Tour de France (2022 e 2023) ed è arrivato tre volte secondo sempre dietro a Tadej Pogacar e che lo scorso settembre ha vinto la Vuelta España, in maggio quindi debutterà alla corsa rosa con l’intento di vincerla e conquistare così la tripla corona, entrare cioè nel ristretto gruppo di campioni (sono 7, ci sono anche i nostri Felice Gimondi e Vincenzo Nibali) che hanno vinto tutte e tre le grandi cose a tappe.

L’annuncio è arrivato ieri dal ritiro della Visma Lease Bike nella zona di Alicante direttamente dal campione con un video diffuso sui sociale della corsa rosa.

«È un po’ che penso di correre il Giro. È una delle corse più importanti in calendario, ed è una di quelle che non ho mai corso – ha detto –. Ho davvero voglia di provarla e ora ho le sensazioni giuste per farlo. Vincere la Vuelta lo scorso autunno mi ha dato ancora più fame e motivazioni per vincere in Italia. Voglio aggiungere la maglia rosa alla mia collezione».

Vingegaard, così, proverà la doppietta con il Tour cercando di replicare la stagione di Pogacar nel 2024, soprattutto punta ad arrivare in Francia in luglio con la prima maglia rosa in bacheca e quindi con molta meno pressione, anche del rivale, che invece, dopo Sanremo, Roubaix e Liegi al Tour tenterà di fare cinquina.

«Gli organizzatori hanno disegnato un percorso fantastico, forse non così duro come nel recente passato, ma diciamo che sembra un misto tra le tradizionali caratteristiche del Tour e quelle del Giro. – ha continuato – La mia testa ora è alla corsa italiana, poi penserò al Tour. Sono i miei obiettivi principali e ho grandi motivazioni».

Già, il percorso: sembra fatto apposta per uno scalatore eccelso come il danese, che ha 4-5 tappe per staccare i rivali in montagna e mettere il pilota automatico senza arrivare poi stremato al Tour de France. Dal 2021, infatti, quando si fece notare proprio alla Grande Boucle, il danese in salita è stato staccato solo da Pogacar. Chiaro: sulla carta, l’ annuncio di voler debuttare al Giro è anche, di per sé, una vera e propria prenotazione della maglia rosa. Una sorta di prelazione. Ma la stagione e il Giro sono lunghi, intanto teniamoci questo annuncio, per la rosa si vedrà.

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