Un friulano in Supercoppa: la nuova vita di Nobile a Rieti

L’ex Apu, di Basiliano, domani in campo con i laziali che affronteranno Treviglio in semifinale: «Non è stato facile lasciare Udine, ma ora qui sto benone»

Giuseppe Pisano
Vittorio Nobile, 27 anni, primo anno a Fieti dopo 8 stagioni a Udine
Vittorio Nobile, 27 anni, primo anno a Fieti dopo 8 stagioni a Udine

UDINE. È iniziata nel migliore dei modi l’avventura di Vittorio Nobile con la Real Sebastiani Rieti.

Il team laziale si è qualificato per le Final Four di Supercoppa e domani (sabato 23 settembre),  alle 20.45, sfiderà la Blu Basket Treviglio in semifinale. L’impresa non è passata certo inosservata in Friuli, dove “Vito” da Basiliano ha tanti estimatori che gli hanno fatto sentire il loro affetto tramite social network e chat.

Nobile, come inizio non c’è male, non trova?

«Decisamente. La squadra è nuova, ma ci siamo subito compattati bene, seguendo le idee del coach. La Final Four di Supercoppa è un bel risultato, siamo molto contenti e ora proseguiamo su questa strada, convinti di fare bene soprattutto in campionato».

Come si trova a Rieti?

«Molto bene. La società è organizzata e ha obiettivi molto chiari. Qui tutti sanno bene cosa fare, sono in un posto dove si lavora bene».

La Real Sebastiani dove vuole arrivare?

«L’obiettivo principale è consolidare la società e la squadra in serie A2, in fin dei conti siamo sempre una neopromossa, ma al tempo stesso sogniamo in grande. Vogliamo arrivare ai play-off toglierci tante soddisfazioni e fare bella figura in giro per l’Italia. Questa è una squadra composta da giocatori con tanta voglia di lavorare e di vincere».

Com’è stato il distacco da Udine e dall’Apu?

«Non è stato facile, per me è stato un duro colpo dal punto di vista sentimentale. Ho accettato la decisione e sono andato avanti. C’è sempre un pizzico di rammarico, però a conti fatti mi sono detto che andava così e che avrei dovuto trovare un’altra strada, come poi ho fatto».

Della nuova Apu che impressione ha ricavato finora?

«La seguo con attenzione, mi sembra un team costruito molto bene. Ha fisicità, profondità di rosa e gente che sa cosa vuol dire vincere. Tutti parlano bene dei due stranieri, sono professionisti seri. Nelle prime partite mi hanno dato l’impressione di essere solidi in difesa e che in attacco ci sarà un protagonista diverso a ogni partita, com’è giusto che sia in una squadra così».

Chiuda gli occhi per un attimo. Come immagina una sfida nei play-off fra Udine e Rieti?

«Mi emoziono solo a pensarci! Se mai ci sarà uno scontro diretto, sono certo che sarà toccante tornare al Carnera, ma io darò il 100% per Rieti».

Che messaggio manda ai tifosi dell’Apu che ancora la seguono?

«Mi fa piacere che mi abbiano scritto in tanti dopo la qualificazione alle Final Four con Rieti. A loro dico di sostenere sempre l’Apu, anche nei momenti più difficili. State vicino alla squadra, sempre».

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