Udinese, non basta il rientro di Zaniolo: secondo ko consecutivo in Austria

I bianconeri cedono allo Shabab Al Ahli in un test amichevole caratterizzato da ritmi bassi, falli duri e dai carichi di preparazione di mister Runjaic.

Stefano Martorano

Non è bastato ritrovare Nicolò Zaniolo per evitare la seconda sconfitta di fila in terra d’Austria, dove martedì l’Udinese è stata seguita con occhi attenti e curiosi dal suo “architetto”, quel Gino Pozzo salito fino a Neukirchen am Grossvenediger per fare il punto della situazione con Kosta Runjaic e, perché no, anche per godersi il ritorno in campo del numero 10, tornato finalmente a vestire il bianconero dopo le tribolazioni legate alle note vicende contrattuali concluse la settimana scorsa con la stretta di mano e la firma sull’adeguamento.

No, non è bastato Zaniolo a evitare il ko con gli arabi del Shabab Al Ahli Dubai, e non solo perché il 27enne è parso lontano dal ritmo partita, avendo solo cinque allenamenti nelle gambe nelle ultime due settimane e mezzo, ma soprattutto perché l’Udinese è ancora lontana dall’essere accettabile sotto il profilo del ritmo e dell’intensità che permettono l’esecuzione delle giocate volute.

Difficoltà legate ai carichi di preparazione, ovviamente, ma al momento pregiudicanti a fronte di avversarie più snelle e toniche. Stavolta, dopo lo Swansea, sono stati gli arabi di Dubai ad approfittarne, esattamente come fecero anche lo scorso anno in preparazione tra i monti del Tirolo, dove ieri lo Shebab si è ripetuto ma con in più l’aggiunta di una cattiveria agonistica esasperata e incomprensibile.

Amichevole in Austria per l’Udinese: torna Zaniolo
Nicolò Zaniolo

Sì, perché ieri gli arabi si sono messi a menare botte da orbi con una caccia all’uomo ingiustificata nel cuore del primo tempo. A farne le spese per tutti è stato proprio Zaniolo che al 33’ è stato colpito all’altezza del ginocchio e fatto ruzzolare sui cartelloni pubblicitari.

A quel punto l'arbitro ha fermato il gioco per sei minuti cercando di riportare l’ordine, senza poi recuperare i minuti persi, con lo Shebab andato dunque al riposo in vantaggio grazie al piattone sottomisura di Mateusão al 17’, su svarione di Kristensen.

La reazione dell’Udinese si è concretizzata al 25’ col rigore conquistato da Ekkelenkamp e poi sbagliato da Davis che si è fatto respingere anche il tap-in successivo sul quale Zaniolo ha fallito il pari da un metro.

E dire che Kosta Runjaic aveva disegnato un 3-4-2-1 sfizioso con Padelli in porta, Palma, Kristensen e Bertola in difesa, con Vojvoda e Kamara esterni ai fianchi del buon Miller visto ieri in cabina di regia, assieme a Piotrovski , e con appunto Zaniolo e Ekkelenkamp in appoggio a Davis.

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Nella ripresa Zaniolo è rimasto negli spogliatoi così come altri sei compagni, trovando in Gueye il sostituto nel ruolo e non in Pafundi, rimasto ad allenarsi a Lienz perché al centro del possibile trasferimento in prestito al Catanzaro, un’operazione che sembrava cosa fatta e sulla quale, invece, sembra ci sia il veto di mister Kosta che desidera avere il fantasista ancora a disposizione.

Tra i reduci del primo tempo il tecnico ha tenuto in campo anche Vojvoda nel primo quarto d’ora, prima di sostituirlo con Abankwah che esterno non è, così come non lo è quel Goglichidze che era stato provato sempre da esterno con lo Swansea.

Ecco i segnali che forse qualcosa manca sulla fascia destra che ritroverà Zanoli solo a ottobre. Per questo motivo l’Udinese potrebbe portare un altro esterno in dote al tecnico, magari quel Panos Katseris, 25enne del Lorient con un passato in Italia, anche in B nel Catanzaro, di cui ieri si è fatto il nome.

Tornando alla partita, martedì si è rivisto Sandi Lovric che resta comunque destinato a partire come Mlacic che si è perso l’uomo in occasione del raddoppio arabo a cui la Zebretta ha risposto col gol di rapina di Buksa, poi vicino al gol negli assalti finali in cui Abankwah ha mancato il pareggio.

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