Udinese al bivio, saranno guai se non si muove

Domenica 18 ottobre sfida con il Lecce, poi qui arriveranno Milan e Roma. In casa i bianconeri hanno fatto finora solo un solo punto. Stavolta Runjaic non dovrebbe rinunciare a Davis e Alaba

Pietro Oleotto

 

Mezzogiorno di fuoco al Friuli - Bluenergy Stadium, ospite il Lecce. Non potrebbe essere diversamente dopo quattro ko di fila tra Inter, Lazio, Cagliari e Torino, gli ultimi due particolarmente pesanti se si guarda la classifica, considerando che l’Udinese ha consegnato tutti i tre punti a due avversarie di “pari rango” e che l’ha fatto regalando letteralmente i gol della vittoria.

Lo scenario

In soldoni Runjaic avrebbe potuto avere anche 6 punti, gli stessi dei salentini, oggi prima del calcio d’inizio. Sarebbe bastata più attenzione da parte di Kabasele nel disimpegno che poi ha lanciato in rete Maldini, mentre nell’ultima uscita è stata pagata a caro prezzo la supponenza di Okoye in uscita. Senza queste “perle”, la Zebretta avrebbe raccolto presumibilmente un paio di pareggini.

E avrebbe 6 punti, un bottino tutt’altro che esaltante, ma comunque meno preoccupante di quella quota 4 che rappresenta il penultimo posto – in compagnia, per carità –, avvicinato dalla cenerentola Venezia che non aveva mai vinto e che ieri ha rotto il ghiaccio. In questo quadro la vittoria è un must. L’Udinese si trova davanti a un bivio e se non si muoverà saranno guai, visto che non si può pretendere di affrontare un campionato tranquillo senza mai mettere le mani sui tre punti in palio in casa.

Nella colonna del “raccolto” ai Rizzi i bianconeri hanno un solo un pareggio nelle tre gare interne (col Como, nessun punto zero contro Lazio e Cagliari) e nelle prossime giornate da queste parti arriveranno il Milan, la prossima domenica, e la Roma, il sabato successivo, quello che chiuderà il mese di ottobre. In trasferta, invece, gli scontri diretti con Parma e Venezia, le altre gare che mancano prima della prossima sosta riservata alle nazionali che scatterà dopo il weekend dell’8 novembre.

Le scelte

Accanto a un paio di prestazioni sciagurate per correttezza bisogna aggiungere anche un asterisco che sottolinea anche le assenze che hanno condizionato mister Kosta. Oggi, a meno di clamorosi colpi di scena (purtroppo non una novità), Davis dovrebbe tornare al centro dell’attacco, un reparto falcidiato dagli infortuni, quello muscolare di Zaniolo, per esempio, che anche stavolta non sarà a disposizione, quello di Gueye, operato alla caviglia e out fino al 2027, e anche quello di Bayo, non un asso, ma almeno un attaccante.

A Torino, infatti, Runjac ha dovuto arrangiarsi con le mezze punte. A Torino, anche a Torino, più di qualcuno ha pensato: prestare Buksa a una squadra della B spagnola non è stata una grande mossa, anche se l’ingaggio era pesante per le abitudini bianconere. A proposito di mezzepunte o trequartisti: alle spalle di Davis dovrebbero agire Ekkelenkamp e Chakvetadze.

In mediana Miller potrebbe accomodarsi di nuovo in panchina a vantaggio di Zarraga in coppia con Karlstrom. Vojvoda e Kamara in pole per le due fasce. Attenzione poi alle scelte in difesa, dove Abankwah pare recuperato e dove Alaba, con la sua leadership, potrebbe sistemarsi così al centro con Solet sul fianco sinistro per proteggere la porta del discusso Okoye.

 

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