Udinese, penultima difesa e 4 clean sheet: Kosta non tira giù la saracinesca

I numeri del reparto arretrato continuano a essere insufficienti: da sei partite la porta non è inviolata

Alberto Bertolotto
(foto Petrussi)
(foto Petrussi)

Subire una rete al cospetto dell’Inter può far parte del gioco, se si considera che l’attacco nerazzurro è il più prolifico del campionato (44 gol segnati). Rimane il fatto che l’Udinese, oltre ad avere la seconda peggior difesa del torneo (33 centri incassati), non mantiene la porta inviolata da sei partite.

E sinora ha collezionato soltanto quattro clean sheet: pur trovandosi, a questa quota, in compagnia con altre cinque squadre (Pisa, Cagliari, Genoa, Sassuolo e il prossimo avversario Verona) bisogna sottolineare che in serie A solo la Fiorentina ha fatto peggio (tre match senza subire gol).

Trascorrono le giornate e lo staff tecnico capitanato da Kosta Runjaic non riesce a trovare una strada efficace per rendere la squadra più ermetica. Nel reparto difensivo il concetto legato alla gioventù e alla crescita è relativo, se si tiene conto che tre componenti su sei del reparto sono esperti: Kabasele ha 34 anni, Solet 25 e Kamara 31. Nel conto sono stati considerati anche il portiere e i due laterali, con quest’ultimi due che in fase di non possesso si aggiungono ai centrali difensivi formando una linea a cinque.

A volte sembra tuttavia più un problema di attenzione dei singoli. I “clean sheet” sinora collezionati sono arrivati in egual numero in casa e in trasferta. Curioso notare come la porta sia stata mantenuta inviolata ai Rizzi di fronte a due big del campionato, ossia Atalanta e Napoli, battute entrambe col punteggio di 1-0.

È vero che i nerazzurri erano alle ultime battute del ciclo Juric, così com’è altrettanto vero che i campani arrivarono in Friuli stanchi dopo la trasferta di Champions League con il Benfica. Fatto sta che sono due clean sheet di spessore, ottenuti al cospetto di potenziali offensivi notevoli. In esterna invece l’Udinese non ha subìto gol col Pisa (1-0) e col Parma (2-0). Coi nerazzurri, a difendere i pali, c’era Sava, nelle altre circostanze Okoye.

Da una squadra che staziona a metà classifica è legittimo attendere qualcosa di più sotto questo punto di vista: le altre formazioni che hanno tenuto la porta chiusa in quattro gare lottano tutte per la salvezza. Tra i team in fondo alla graduatoria spicca il Lecce, capace di sei clean sheet. Mister Di Francesco fa tuttavia di necessità virtù, poiché il potenziale offensivo dei salentini è relativo, come dimostrato dai soli 13 gol realizzati, peggior attacco della serie A.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto